Home AmiataMuseo multimediale sui Nasini, Rossi: “Dall’opposizione solo politica distruttiva”

Museo multimediale sui Nasini, Rossi: “Dall’opposizione solo politica distruttiva”

"Non interessa che Castel del Piano sia presente sulla Rai come esempio di valore, anzi dà loro fastidio"

di Redazione
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Castel del Piano (Grosseto). “Si sono letti molti interventi, in questi caldi giorni estivi, da parte del gruppo di minoranza del Consiglio comunale, che prende il nome di Tradizione e Innovazione, e chiaramente tutto rientra nella logica di delegittamare l’avversario politico in vista delle prossime elezioni amministrative”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Renzo Rossi, assessore alla cultura del Comune di Castel del Piano.

“Tutto normale, ma il problema vero di cui il gruppo non si è reso conto è un altro – continua la nota –. Non comprendono che così facendo rendono un pessimo servizio non agli avversari politici, ma a tutti i cittadini del comune di Castel del Piano, poiché, nel dire che luoghi, eventi e situazioni che danno prestigio al paese in realtà sono schifezze, contribuiscono, nel perfetto stile tafazziano tipico degli storici comportamenti di un certo Partito Democratico che qualcuno pensava di aver superato, ad affondare qualsiasi tentativo di uscire dallo stato di crisi che essi stessi hanno creato nel passato. L’ultima perla è quella del Museo multimediale sui Nasini che, dopo essere stato aperto, pubblicizzato sulle rete nazionali, Rai in primis, da giornali e da molti passaggi comunicativi tesi all’obiettivo di far venire più visitatori dalle nostre parti, non ha avuto un minimo riconoscimento da parte del gruppo di minoranza (tranne in verità del consigliere Pii ch,e essendo un riformista vero, dà il senso al valore e non alle ideologie) che, sempre nello stile dei padroni del loro vapore, piuttosto che fare complimenti, indipendentemente dal colore politico, preferisce chiudersi nelle sue stanze e meditare su come poter rifarsi contro questo o quello. Tipico di una certa politica ancora ideologica, che preferisce non contribuire ad una crescita collettiva della comunità, ma solo alla gestione del potere per sé stessa, una politica distruttiva e mai costruttiva”.

“Non interessa che Castel del Piano sia presente sulla Rai come esempio di valore, anzi dà loro fastidio – sottolinea Rossi -. E’ questo il senso dell’appartenenza alla comunità di questo tipo di rappresentanti ideologici e per nulla pratici ed io, che sono un inguaribile ottimista, rimango sempre basito, perché ritengo che non dovremmo pensare mai al colore politico, ma al bene della collettività, eppure il lupo perde il pelo, ma non il vizio del peccato originale ideologico. Venendo invece alla cose pratiche, che ovviamente vanno nella direzione inversa a quanto affermato dal gruppo di minoranza, si ricorda loro che la gestione delle aperture è stata da diversi giorni deliberata in Giunta comunale ed affidata all’associazione Imberciadori per l’inserimento del nuovo Museo sui Nasini all’interno delle Collezioni di Palazzo Nerucci. Il Comune ha già provveduto a trasmettere all’Unione dei Comuni la suddetta informazione per la convenzione tra questo Ente e l’associazione e l’Unione dei Comuni ha già deliberato la nuova convenzione”.

“Di tutto questo chiaramente era a conoscenza l’associazione Imberciadori assai prima dell’inaugurazione del Museo. Nel frattempo, il Museo, dopo i primi giorni di sistemazione delle stanze attigue, è stato aperto negli orari corrispondenti a quelli di apertura delle Collezioni di Palazzo Nerucci poste al primo piano, vale a dire dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00. Il controllo è stato assicurato dal personale della Nuova Pro Loco di Castel del Piano, che è composta di persone semplicemente straordinarie, che hanno a cuore il paese e non il colore politico di chi lo rappresenta e non strumentalizzano, ma lavorano. Comunque approfitto della circostanza, in un’ottica di condivisione e non di divisione, di costruzione e non di distruzione, per invitare la ex candidata sindaco e consigliera comunale, nonché membro molto attivo dell’associazione Imberciadori, a poter dare il proprio contributo conoscitivo sulla famiglia dei pittori Nasini in quanto interessata ormai da decenni delle opere nasiniane – termina Rossi -. La realizzazione del Museo multimediale, rispetto alle pubblicazioni di 20 anni fa, utili ma poco fruibili, essendo sviluppata ai più alti livelli tecnologici serve proprio a questo: ad ampliare sempre più l’offerta scientifica e culturale di questo prezioso strumento conoscitivo, che è stato semplicemente donato alla collettività amiatina. Per il resto invito tutti a visitare il Museo e farlo conoscere, perché la crescita di un territorio passa da scelte come queste”.

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