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Le lunghe liste d’attesa per curarsi in Italia

Mesi e anni per poter effettuare una visita specialistica

di Redazione
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Mesi, o addirittura anni, per poter effettuare una visita specialistica in tutta Italia: un problema conosciuto e discusso da anni, ulteriormente peggiorato con il periodo di pandemia.

Basti pensare che, secondo i dati forniti dal Rapporto civico sulla salute 2022 di Cittadinanzattiva, per una mammografia i tempi di attesa con il Sistema sanitario nazionale si aggirano addirittura intorno ai 700 giorni (quasi due anni), per una semplice ecografia 375 giorni (più di un anno), per una Tac 365 giorni (un anno esatto), per una visita diabetologica 362 giorni, per visite dermatologiche, endocrinologiche e reumatologiche 300 giorni, per una risonanza magnetica 180 giorni e per una colonscopia 100 giorni (soltanto per citare alcuni esempi lampanti).

L’indagine, inoltre, segnala che, a causa delle estenuanti liste d’attesa, più di un cittadino su dieci ha rinunciato alle cure nel corso del 2021.

Analizzando il problema, si comprende come vi siamo una serie di fattori che influiscono sulle liste di attesa e sui tempi prima di poter ottenere una visita: il ruolo svolto dalle strutture private e dai medici che esercitano come liberi professionisti nelle strutture pubbliche, la differente organizzazione degli ospedali, il diverso impatto delle prestazioni in base al paziente e la disomogenea offerta sanitaria di ogni regione.

A tutto ciò, vanno a sommarsi emergenze e piccoli imprevisti che, a loro volta, possono rallentare o bloccare del tutto il sistema: si tratta, quindi, di un fenomeno non semplice da inquadrare e gestire.

I tempi di attesa si allungano nel momento in cui vi è uno squilibrio tra domanda e offerta, ovvero quando il numero di richieste supera di molto quello delle prestazioni disponibili.

Occorrerebbe quindi intervenire o sulle prescrizioni di esami e visite fatte dai medici, oppure sull’offerta ampliando la disponibilità delle prestazioni.

Tuttavia, mentre il dibattito sociale e politico continua, il fenomeno non accenna a diminuire e i cittadini hanno difficoltà ad accedere alle prestazioni cui avrebbero diritto.

Una soluzione possibile, intanto, può essere quella di prenotare gli esami e le visite di cui si necessita a distanza, in strutture che non fanno parte della regione di residenza come può essere il caso, ad esempio, di un’ecografia all’addome a Milano.

In questo modo, il paziente ha una panoramica completa di tutti i centri specialistici e i poliambulatori disponibili e può scegliere quello più adatto alle proprie esigenze e tempistiche.

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