“Sono stata a Piombino perché volevo capire e perché, l’ho sempre detto, sono prima di tutto un candidato-vicesindaco che parte dalla politica di territorio. E ora sulla questione del rigassificatore mi sono fatta idee precise”.
A dichiararlo è Lucia Tanti, capolista di Noi Moderati, i centristi di centrodestra, nel collegio plurinominale di Arezzo, Siena, Grosseto e Livorno, alle prossime elezioni politiche.
“La prima: queste infrastrutture sono necessarie e questo rigassificatore serve. La seconda: Piombino ha il diritto di essere rispettata nella sua richiesta di garanzia e non può essere presa a schiaffi e tantomeno vilipesa – sottolinea la candidata -. La terza: la Regione con i sindaci deve concertare le scelte, non entrare a gamba tesa. Tutto si può fare, ma al territorio va lasciato margine di trattativa. Sono il metodo e l’approccio utilizzati che hanno generato la protesta di una comunità che ho trovato matura e consapevole. Se la scelta va fatta la si faccia, però adesso si garantisca una procedura aperta, senza sconti sulle garanzie di sicurezza e senza il gioco delle ‘tre carte’ sulle compensazioni”.
“La verità è che è mancata la sussidiarietà, il rispetto, la responsabilità, il confronto. Si è abbondato invece in paternalismo e protervia da parte del Pd regionale e da parte di un leader nazionale, e mi riferisco a Calenda, che addirittura minaccia l’esercito. Piombino è oggi una comunità ferita, che dovrà fare ancora un sacrificio per tutti, quindi almeno si porti rispetto. Da vicesindaco e da amministratore sono vicina al sindaco di Piombino e credo che tutti gli amministratori dovrebbero schierarsi con lui perché a lui si diano garanzie vere – termina Tanti -. Del resto, se il metodo è questo nessun amministratore può dormire tranquillo. Chi governa sa che si debbono fare scelte difficili, ma abbiamo il diritto di farle in piena sicurezza. Il rigassificatore si deve fare, ma non per questo i Comuni possono essere trattati come figli di un dio minore”.

