“Ufficialmente l’amministrazione ha fatto un ‘lavoro pulito’ perché ha emesso un bando con la quale tutti potevano partecipare evitando l’imbarazzo del confronto in Consiglio e il coinvolgimento dell’assemblea comunale che ne è rimasta esclusa”.
Attraverso un comunicato, la segreteria del Pci delle Colline Metallifere interviene sull’istituto Falusi di Massa Marittima.
“Nessun confronto su quelli che potevano essere i requisiti di accesso degli aspiranti. Ha fatto tutto il sindaco con atti da imperatore, più che da amministratore – continua la nota -. Nella realtà è stato imposto uno stop al rinnovo del CdA perché prima doveva essere compiuto quel lavoro che ha portato all’esternalizzazione dei servizi di altri due nuclei e questo lo ha fatto fare a un suo dipendente, responsabile dei servizi finanziari, che ha obbedito agli ordini dati e compiuto il suo lavoro“.
“Già la sua nomina lascia perplessi perché, se il Comune deve svolgere azione di vigilanza e controllo dell’istituto, così è diventato il diretto esecutore che ha controllato se stesso e figuriamoci se può avere fallito, anzi, con l’intervento di Giani, Giuntini e company, si sono autocelebrati rivendicando anche quella riduzione dell’affitto che poteva essere fatta già da almeno due anni perché richiesta da Brenci e dal suo CdA, che è stato costretto a dimettersi per non dire che è stato estromesso dal governo e non ascoltato – prosegue il Pci -. Ed ora si va al Consiglio comunale con un’altra pappina preconfezionata, dove arrivano ben 8 candidature per il CdA spinte a presentare domanda perché i giochi sono fatti e nulla verrà chiesto ai consiglieri per andare a valutare, selezionare, esprimersi sulle candidature perché farà tutto il capo dell’amministrazione. Indiscrezioni, ma vedremo quanto tali, parlano di esponenti del Pd come Gino Piccinelli e di altre figure come Beatrice Cillerai, Dilvio Nerelli e Doriano Gistri, conosciute in ambito locale”.
“Una bella rosa, dalla quale sboccia il nome anche della responsabile dell’ufficio ragioneria, l’ex commissaria, Francesca Mucci, voluta dal sindaco, che evidentemente si è trovata bene in quel ruolo e si vuole lanciare stabilmente e soprattutto contribuire a chiudere non solo la partita, ma serrare le porte di qualsiasi interferenza, dando serenità all’amministrazione – prosegue il comunicato -. Quella della Mucci però non sembra una scelta gradita all’interno dello stesso Pd, che, oltre ad avere manifestato un certo dissenso, non si è espresso a favore del suo inserimento lasciando tutta la partita in mano al primo cittadino. che evidentemente conta più degli organismi politici. Sarà tutto normale? Mah nutriamo forti perplessità. È assurdo infatti che un ente che deve esercitare vigilanza e controllo, e quindi non gestire, nomini un suo responsabile ai vertici del CdA, ma forse ci dobbiamo abituare a queste forme stravaganti e creative”.
“Una forma che si avvicina all’autogestione, come se ad uno studente venisse chiesto di correggere il proprio compito quando mai potrà dire di avere sbagliato e ci sta anche che gli errori, se ci fossero – termina la nota -, non verranno mai scoperti essendo lui stesso controllore di se stesso“.

