AdF volano per la crescita sostenibile del territorio.
L’azienda presenta il piano industriale 2022 – 2024, fortemente concentrato sul proprio profilo di business, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Investimenti per 115 milioni di euro, la scuola di impresa Agile Academy come partner all’avanguardia per gli stakeholder, tre pilasti evolutivi: economia circolare, territorio e imprese, cambiamento climatico, riuso e comunità energetiche, digitalizzazione, innovazione e sviluppo sostenibile.
Anche in questo triennio AdF continuerà a investire sul territorio di competenza e sulle sue imprese, con una visione strategica di ampio respiro tesa a creare valore, ideando, sostenendo e sviluppando progetti di alta qualità tecnica, forte della crescita e dell’alta specializzazione acquisita negli ultimi tre anni.
“Al di là dei numeri realizzati, in questo ultimo triennio abbiamo costruito una nuova filosofia di investimenti nel territorio – spiega il presidente Roberto Renai -. Solamente nel 2021 abbiamo investito oltre 100 euro per ogni abitante. Ci tengo a sottolineare due aspetti: abbiamo riversato sul territorio e sulle imprese che vi operano 3 milioni di euro grazie all’economia circolare, inoltre abbiamo investito 19 milioni di euro sul depuratore circolare di San Giovanni, a Grosseto. In questi tre anni abbiamo dimostrato di essere un’azienda al servizio del territorio, non ci siamo fermati neanche un giorno durante il lockdown. Ora la sfida è saper ripartire. Abbiamo creato nuove professionalità grazie alla nostra Academy”.
“La nostra acqua è di assoluta qualità, si può bere e rispetta tutti i parametri di salubrità – sottolinea Renai -. Facciamo 4800 controlli all’anno ed entro aprile inaugureremo un laboratorio di analisi. Stiamo inoltre pianificando 10 progetti da finanziare grazie al Pnrr per un totale di 142 milioni di euro. Il nostro piano industriale guarda con fiducia al futuro ed è all’insegna della sostenibilità”.
Oltre 550 milioni di investimenti realizzati dall’inizio della concessione a oggi, 115 milioni previsti nei prossimi tre anni, pari a una media di 101 euro annui per abitante, una delle medie più alte in Italia e in linea con i Paesi del nord Europa. Negli investimenti del piano industriale 2022-2024, in crescita del 15% rispetto al triennio precedente, 23 milioni (+10%) saranno dedicati al settore della depurazione, 7 milioni (+35%) all’innovazione e altrettanti (+20%) alla digitalizzazione, operando in modo funzionale agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e al Pnrr.
“Siamo un’azienda industriale, lavoriamo per il benessere del territorio – dichiara l’amministratore delegato Piero Ferrari – e per la crescita delle imprese. Nei prossimi anni investiremo 115 milioni e continueremo il processo di digitalizzazione. Punteremo a rinnovare gli impianti, dato che qualcuno di questi sfiora il secolo di vita. Grazie alla nostra Academy prepareremo le nuove generazioni al mondo del lavoro. Tradizione e innovazione sono i cardini del nostro piano industriale. Contrastare la crisi idrica sarà uno degli aspetti per cui ci impegneremo e vogliamo rappresentare un valore aggiunto per il territorio”.
AdF punta a sviluppare interventi che coinvolgeranno sempre di più il territorio servito, nell’ottica dell’economia circolare, valutando, oltre agli aspetti tecnici anche gli impatti economici, sociali, occupazionali e ambientali. Rimane fondamentale e prioritario per l’azienda seguire tutte le opportunità che la digitalizzazione e l’innovazione potranno offrire per migliorare l’efficacia e l’efficienza del servizio idrico integrato. Tutto questo sarà realizzato con l’attenzione a uno sviluppo sostenibile, in cui gli investimenti infrastrutturali saranno anche finanziati attraverso contributi nazionali o regionali, oltre che indirettamente, in partnership con il sistema bancario o con le principali istituzioni territoriali di sviluppo.
Inoltre AdF guarderà al cambiamento climatico per sviluppare nuove progettualità in grado di dare un contributo nell’ottica del riuso, dove possibile e finanziabile, nonché alle comunità energetiche, all’interno di un percorso evolutivo che guarda al rafforzamento delle capacità tecniche per orientare le risorse su progetti di valore.

