Domani, 12 marzo, si terrà il Consiglio provinciale straordinario a porte chiuse, a Palazzo Aldobrandeschi, con il seguente ordine del giorno: ‘Assunzione e valutazione delle lettere e relazioni pervenute all’amministrazione e relative a problemi di funzionamento interni alla Commissione provinciale alle pari opportunità’, indetto a seguito del documento a firma delle sei componenti della Commissione provinciale pari opportunità inviato il 18 febbraio al presidente della Provincia e a tutti i consiglieri provinciali, tra i quali Olga Ciaramella.
Nello scritto, inviato ai consiglieri, infatti, le firmatarie, accennavano solo in modo generico a quanto successo soprattutto, ma non solo, nell’ultima riunione del 15 dicembre, e per questo chiedevano di essere ascoltate in Consiglio provinciale.
Le sei commissarie hanno accolto favorevolmente l’invito ad un primo colloquio, richiesto dal presidente della Provincia, svoltosi il 23 febbraio.
“In tale occasione Vivarelli Colonna, che già era stato avvisato di quanto stava succedendo in un incontro riservato tenutosi in Comune i primi giorni di dicembre con la presidente della Commissione, ha dimostrato la volontà di discuterne in un Consiglio provinciale straordinario, rispondendo così anche alla richiesta di alcuni consiglieri – dichiarano in una nota le sei commissarie -. Sarebbe stato corretto invitare al dibattito, oltre alla consigliera Olga Ciaramella, anche le sei commissarie, che invece non hanno ricevuto formale invito e hanno appreso del Consiglio provinciale solo dalla stampa. Questo comportamento è un chiaro segnale della volontà del presidente della Provincia di impedire che le firmatarie vengano ascoltate nelle sedi collegiali e istituzionali“.
“Le sei commissarie ribadiscono che i modi, i toni, i termini utilizzati non sono consoni al ruolo di chi rappresenta la Provincia nella promozione delle pari opportunità, e che tali modi di agire, oltre ad essere stati lesivi della dignità non solo delle donne, ma di ogni persona, hanno compromesso gravemente il lavoro della Commissione, per questo non sono disposte a cedere e pretendono di essere ascoltate in sede di Consiglio provinciale – termina il comunicato -. Perché Vivarelli Colonna non le ha convocate?“.

