Home Colline MetallifereSanità, il Tavolo della Salute lancia l’appello: “Combattiamo uniti contro i tagli”

Sanità, il Tavolo della Salute lancia l’appello: “Combattiamo uniti contro i tagli”

di Redazione
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“In rappresentanza del Tavolo della Salute, ci rivolgiamo alla comunità massetana e a tutto il territorio delle Colline Metallifere affinchè si prenda in considerazione la reale situazione nella quale versano i nostri servizi ospedalieri e territoriali“.

A dichiararlo, in una lettera aperta al Consiglio comunale di Massa Marittima e ai cittadini, sono Paolo Mazzocco e Luciano Fedeli.

“La pandemia ha messo in evidenza la fragilità di tutto il sistema sanitario. Se si sono avute risposte è grazie allo spirito di abnegazione e sacrificio di molti professionisti – continua la nota -. Tagli di posti letto, riduzione di attività, carenza di strumenti e mezzi operativi, riduzione drastica di personale medico e infermieristico hanno contributo, già prima del covid, a metter in ginocchio i servizi. Mancavano professionisti già prima del covid, come chirurghi, ortopedici, cardiologi, infermieri, anestesisti, radiologi. Ad oggi tante promesse, ma siamo ancora in attesa senza vedere risultati che diano la sensazione della volontà di non smantellare, ma mantenere e potenziare le attività. Il territorio citato da anni come il crocevia per dare risposte, sul quale anche con il covid si è puntato, rimane ancora senza quella dotazione minima che possa garantire servizi alternativi e sostitutivi al ricorso ai pronto soccorso e ai ricoveri ospedalieri“.

“Specchio di questo è la realizzazione della casa della salute, attesa dal 2014 e mai realizzata che poteva essere organizzata in questi mesi per arginare il previsto arrivo della seconda ondata del virus. Ma niente – prosegue la nota -. Si è tentato il taglio delle guardie mediche, si è tagliato la pediatria, mancano e mancheranno i medici di famiglia e sono carenti molti servizi come la neuropsichiatria infantile, i consultori, quelli di sostegno psicologico. Un territorio che dovrebbe essere alternativo, ma che nella realtà non esiste. La lista potrebbe allungarsi ancora, ma per avere un idea basta fare riferimento ai tempi di attesa per un intervento chirurgico o per una semplice visita specialistica per comprendere che siamo di fronte ad un ridimensionamento forte di quella sanità pubblica accessibile a tutti e sempre più prende campo il rivolgersi al privato per avere quelle risposte che il sistema pubblico non può più dare perché allo stremo”.

“È venuto il momento di dire basta e mettere insieme tutte le energie della nostra comunità senza pregiudizi di nessuna natura, per tutelare il bene comune del diritto alla salute – sottolinea la lettera -. Sì, perché al di là del covid ci sono altre patologie, oggi sospese, che provocano danni alla salute. Si perché il covid finirà e noi non possiamo permetterci di fare finta che non sia successo nulla. Si perché il covid ci presenterà il conto economico che rischiamo di pagare tutti, ma che peserà soprattutto su chi lavora nella sanità e chi ha bisogno di cure. Chiediamo per questo che si proceda in modo rapito ad un impegno collegiale e unitario da parte del Consiglio comunale e delle forze politiche che lo compongono per l’adozione di un documento ufficiale dove si preveda:

  • l’arresto nel taglio dei posti letto e delle attività dei singoli reparti;
  • l’assunzione in tempi rapidi e certi del personale medico e infermieristico nelle aree in sofferenza del presidio ospedaliero;
  • garantire e aumentare il livello di cura e prestazione medio alta nel presidio con l’inserimento di letti di sub intensiva già finanziati con specifiche risorse messe a disposizione del Governo;
  • mantenere per l’ospedale gli attuali livelli di cura per le aree di chirurgia, pneumologia, ortopedia, cardiologia, medicina, diagnostica;
  • realizzare in tempi rapidi la casa della salute;
  • sostenere la medicina territoriale con le necessarie figure professionali indispensabili alla creazione di un sistema alternativo al ricorso ospedaliero e non limitarsi alla redistribuzione degli utenti a carico dei pochi e sempre meno professionisti rimasti”.

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Roberto Ghinazzi 5 Dicembre 2020 | 10:47 - 10:47

Negli anni abbiamo assistito allo sgretolamento del nostro centro ospedaliero che, in passato riusciva a Erogare assistenza a gran parte del territorio maremmano e non, avendo a disposizione decine di posti letto in molti reparti che oggi sono dismessi e i pochi rimasti non hanno risorse sufficienti . A mio avviso molta responsabilità di ciò è dovuta al fatto che con la possibilità di far praticare la libera professione all’interno della struttura sanitaria pubblica, ha portato a far si che si creassero le liste di attesa per poi ridurre, o, addirittura eliminare i vergognosi tempi, con le visite Intramoenia. La cosa mi appare sospetta. Il povero diavolo che si trova nella necessità di fare visite particolari viene subito dirottato sul privato e vai con la mano al portafogli. Ora che si è aggiunto il COVID non c’è più il diritto di stare male. Tutto bloccato, a meno di uno starnuto in classe. Che dire. Poveri giovani, cosa vi abbiamo fatto!!!

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