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“Al di là delle sbarre”: ecco il progetto del parroco di Valpiana dedicato ai detenuti

di Redazione
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Torna l’appuntamento annuale che richiama l’attenzione sulla missione dei sacerdoti, sulla loro opera e sulle offerte dedicate al loro sostentamento.

Tra i 34mila preti diocesani segnaliamo in Toscana don Grzegorz Bibik, parroco di Valpiana e promotore di un orto sociale per favorire l’inserimento dei detenuti del carcere di Massa Marittima.

Annunciatori del Vangelo in parole ed opere nell’Italia di oggi, promotori di progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione, in prima linea nella gestione dell’emergenza Covid 19, i sacerdoti si affidano alla comunità per essere liberi di servire tutti.

La Giornata nazionale delle offerte è una domenica di vicinanza tra preti e fedeli, affidati gli uni agli altri. È la giornata del sovvenire, cioè del provvedere alle necessità della Chiesa con una scelta di condivisione: quella di accompagnare e sostenere la missione dei sacerdoti. Non solo domenica 22 novembre, ma in tutto il periodo di Natale, per poi ripetere l’offerta nel corso dei mesi successivi. Basta anche una piccola somma, ma donata in tanti.

Ogni offerta è il segno concreto di questa vicinanza. Raggiunge tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro – spiega il responsabile del Servizio promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni -. Tanto più nell’anno difficile del Covid, in cui da mesi i preti diocesani continuano a tenere unite le comunità disperse, incoraggiano i più soli e non smettono di servire il numero crescente di nuovi poveri. Oggi più che mai i nostri sacerdoti sono annunciatori di speranza, ci incoraggiano a vivere affrontando le difficoltà con fede e generosità, rispondendo all’emergenza con la dedizione”.

Le offerte sono lo strumento che permette a ogni fedele di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani che assicurano una presenza costante in tutte le parrocchie per annunciare il Vangelo e supportare le comunità. Ogni offerta rappresenta dunque un importante segno di appartenenza e comunione.

Destinate all’Istituto centrale sostentamento clero, le offerte sono uno strumento perequativo e di solidarietà nazionale scaturito dalla revisione concordataria del 1984, per sostenere l’attività pastorale dei circa 34.000 sacerdoti diocesani. Infatti, da oltre 30 anni i sacerdoti non ricevono più uno stipendio dallo Stato, la congrua, ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso questa modalità.

Don Grzegorz Bibik

Fautore di un progetto di inclusione sociale che si è aggiudicato l’8° premio dell’edizione 2018 di TuttixTutti, il concorso nazionale Cei per le parrocchie, Don Grzegorz Bibik è parroco della chiesa di Cristo Re di Valpiana.

“Al di là delle sbarre”, questo il nome del progetto, si rivolge ai detenuti del carcere di Massa Marittima, inseriti in un programma di collaborazione con la parrocchia, e alla mensa della Caritas che usufruisce di una parte della produzione dell’orto sociale. La collaborazione con il carcere è stata avviata da alcuni anni e i detenuti, principalmente impegnati nella coltivazione, partecipano anche ad alcune attività parrocchiali nella logica dell’inclusione sociale. In virtù degli ottimi risultati ottenuti la parrocchia ha deciso di potenziare la struttura dell’orto parrocchiale, mediante la costruzione di una nuova serra, l’acquisto di un motocoltivatore e il rinnovo degli attrezzi chiedendo in comodato d’uso gratuito un nuovo spazio.

La vincita del premio, lo dobbiamo dire, ci ha riempito di gioia! – dichiara con soddisfazione Don GrzegorzUna realtà così piccola come la nostra ha festeggiato il fatto che siamo stati notati e sostenuti in un concorso a livello nazionale. È stata anche l’occasione per riproporre alle parrocchie interessate la questione del sistema di sostentamento della Chiesa italiana, ancora poco conosciuto e spesso frainteso”.

Durante i mesi estivi sono stati effettuati i primi acquisti di materiali necessari per implementare la produzione come, tra gli altri, la copertura in nylon per la serra vecchia e l’impianto per annaffiare goccia a goccia.

“Nel frattempo, abbiamo informato il carcere sulla vincita dell’ottavo premio del concorso – prosegue il parroco. Il direttore e l’educatrice che segue i detenuti hanno mostrato grande interesse e soddisfazione per il premio ricevuto. Ha assunto per noi il valore della riprova della validità del progetto ideato insieme e che in questi anni, con qualche fatica, siamo comunque riusciti a portare avanti”.

All’arrivo della serra, nel mese di ottobre 2018, è stata avviata la produzione di insalata, sedano, bietole e peperoncini di diverse qualità.

L’entusiasmo per il premio ci ha incoraggiati a prendere in comodato d’uso 400 piante di ulivi da raccogliere. È stata anche l’occasione – sottolinea il parroco per dare lavoro a un gruppo di immigrati africani presenti sul nostro territorio. Negli ultimi mesi dell’anno abbiamo acquisito qualche cliente nuovo. La qualità delle nostre verdure è conosciuta e sempre più apprezzata.”

L’emergenza coronavirus ha rappresentato un momento di rallentamento delle attività con pesanti ricadute sulla produzione.

“Il mese di marzo del 2020 ha significato per noi un momento di grande sofferenza. I nostri collaboratori da ‘dietro le sbarre’ come tutti hanno dovuto iniziare la quarantena e non sono potuti più uscire dal carcere. A marzo i lavori all’orto erano già ben avviati e si è presentata davanti a noi la necessità di dare continuità all’orto senza il loro contributo, che era fondamentale. I primi giorni sono stati drammatici perché a causa delle limitazioni imposte dai decreti governativi e le problematiche della salute dei volontari della parrocchia all’orto si è trovata solo Luciana, la responsabile del progetto, con due mani e due ettari di terra da coltivare. Vedevamo già sull’orizzonte la fine del nostro progetto che sembrava inevitabile. Alla fine, stringendo i denti, ricevendo gli aiuti inaspettati di qualche ora o qualche giorno di lavoro da parte dei vari volontari, siamo ancora con la zappa in mano. L’orto purtroppo ha subito il fatto che ci lavorano ora meno persone e sono meno competenti, pure se piene di buona volontà. Non è più così ordinato come l’anno scorso, ma vive ancora, le persone continuano ad acquistare le verdure e il progetto, pur barcollando nell’incertezza, continua. La motozappa che potete vedere nel filmato manovrata da Mohammed ora è mia – dichiara don Gregorio – però non vedo l’ora di consegnarla nelle mani più esperte perché ho fatto già diversi danni”.

E aggiunge: “Mi preme ricordare, che se per noi le restrizioni sono rallentate per i detenuti del carcere di Massa Marittima con il quale collaboriamo, la quarantena e il ‘lockdown’ continua ancora e loro restano sempre all’interno del carcere, con tutte le problematiche collegate. Abbiamo sperimentato che il contatto con la natura, con la terra, con una comunità che accoglie è curativo e per ora questa ‘cura’ non la possiamo offrire a nessuno. Per ora resistiamo e manteniamo l’orto in funzione, sperando che presto possa tornare alla sua ‘vocazione’ per la quale è stato creato”.

Il gruppo che ha ideato il progetto semina speranza e offre delle opportunità di inclusione sociale per far comprendere che il carcere non è la fine di tutto. E che il proprio cammino può ripartire dalla terra grazie ad un percorso di crescita e di riscatto personale.

Il video relativo a Don Grzegorz Bibik e al progetto vincitore del concorso TuttixTutti  si può condividere al link  https://www.youtube.com/watch?v=fe2bTStjnbA

Le offerte per i sacerdoti

La “missione” di sacerdoti come Don Grzegorz è resa possibile anche grazie alle offerte per i sacerdoti, diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani.

Dal proprio parroco al più lontano. Ogni fedele è chiamato a parteciparvi, a titolo personale o della propria famiglia. L’offerta è nata come strumento di comunione tra sacerdoti e popolo di Dio e delle parrocchie tra loro. Per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II.

Nel 2019 sono state raccolte 84.699 offerte, per un totale di 7.837.075 euro. Queste concorrono a rendere possibile la remunerazione mensile di quasi 34.000 sacerdoti di cui 30.664 sono a servizio delle 227 diocesi italiane, tra questi circa 400 sono stati impegnati nelle missioni nei Paesi del Terzo Mondo come fidei donum mentre 2.848, per ragioni di età o di salute, sono in previdenza integrativa.

Nel consuntivo relativo al 2019, il fabbisogno complessivo annuo per il sostentamento dei sacerdoti è ammontato a 525,5 milioni di euro lordi, comprensivi delle integrazioni nette mensili ai sacerdoti (12 l’anno), delle imposte Irpef, dei contributi previdenziali e assistenziali e del premio per l’assicurazione sanitaria.

A coprire il fabbisogno annuo provvedono: per il 16,7% in prima battuta gli stessi sacerdoti, grazie agli stipendi da loro percepiti (per esempio quali insegnanti di religione o per il servizio pastorale nelle carceri e negli ospedali); per il 7,5% dalle parrocchie presso cui prestano servizio (*). Il resto è coperto per il 6,5% dalle rendite degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero, per il 67,6% dalla Cei con una parte dei fondi derivanti dall’8xmille e solo per l’1,7% attraverso le offerte deducibili per il sostentamento del clero indirizzate all’Istituto centrale sostentamento Clero.

Ad oggi quindi le offerte coprono solo circa l’1,7% del fabbisogno e per remunerare i sacerdoti diocesani bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Nonostante questa piccola percentuale, il loro significato indica un’ulteriore consapevolezza e partecipazione alla vita di tutte le comunità italiane, oltre che della propria.

I contributi versati infatti vengono inviati all’Istituto centrale sostentamento clero di Roma, che li distribuisce equamente tra i preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile che va dai 903 euro netti al mese, per un sacerdote appena ordinato, fino ai 1.405 euro per un vescovo ai limiti della pensione.

Il contributo è deducibile fino ad un massimo di 1.032,91 euro l’anno.

Informazioni: www.insiemeaisacerdoti.it

(*) Ogni sacerdote infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le Offerte vengono allora in aiuto alla quota capitaria: comportano un piccolo esborso ma indicano una scelta di vita ecclesiale.

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