Andare a vivere da soli è una scelta importante, una delle decisioni più rilevanti che un giovane possa prendere. Si tratta di un momento che richiede riflessioni, e ovviamente soltanto la storia personale di ognuno di noi può dare delle indicazioni utili per capirlo. Certo, pur non potendo fare di tutta l’erba un fascio, rispetto al passato oggi i ragazzi tendono ad abbandonare il nido domestico un po’ in ritardo. Fra le difficoltà nel trovare un lavoro, e quell’indipendenza economica che fatica ad arrivare, è facile capire perché oggi si va a vivere da soli in età “avanzata”. Vediamo dunque qualche dato e qualche consiglio utile.
A che età i ragazzi italiani vanno via di casa?
Secondo le statistiche ufficiali, tardi. Stando ai dati, infatti, in Italia i ragazzi lasciano la casa dei genitori e vanno a vivere da soli intorno ai 30 anni. Se si fa un confronto con le medie europee, si scopre che lo Stivale si piazza negli ultimi posti di questa classifica. Certo, in alcuni paesi si va via di casa addirittura a 18 anni, ma ci si trova di fronte a situazioni sociali ed economiche molto diverse da quella tricolore. Se invece si mettono a confronto i dati di genere, si scopre che le ragazze sono le più indipendenti in assoluto, mentre i ragazzi tendono a restare a casa dei genitori qualche anno in più. Infine, soltanto Malta, Croazia e Slovacchia hanno statistiche peggiori delle nostre. Ciò che è certo, comunque, è che nonostante tutto molti giovani italiani ogni anno vanno a vivere da soli. Come affrontare questo step? Ecco alcune dritte.
I consigli per chi va a vivere da solo
Per prima cosa, lavoro o non lavoro, la priorità è abbattere i costi. Bisogna fare attenzione soprattutto alle spese fisse come le bollette: in questo senso, si possono cercare sul web delle offerte convenienti come le tariffe luce di Wekiwi, così da poter reperire quella più adatta per le proprie esigenze. Poi, è chiaro che ci sono molti altri suggerimenti importanti, come quello di organizzarsi quanto prima con le faccende domestiche: non spettando più alla mamma o al papà, toccherà al ragazzo sbrigare questi aspetti nuovi della quotidianità, come la pulizia degli ambienti e la spesa. Inoltre, si suggerisce di creare una routine diversa e di non affidarsi a quella vecchia perché… casa nuova, vita nuova. Serve anche imparare a convivere con una casa più silenziosa, dunque è importante capire come colmare questo iniziale vuoto. C’è chi ama stare da solo, e chi invece sopperisce alla mancanza adottando un cane o un gatto. Infine, è il caso di pianificare le spese, e di farlo basandosi sulle proprie entrate mensili.
In conclusione, la vita da soli rappresenta un primo fondamentale passo verso l’indipendenza. Per affrontarlo è necessario organizzarsi a dovere, allo scopo di ammorbidire un po’ l’impatto con queste novità.

