Dopo settimane di intense indagini, la Digos della Questura di Grosseto è giunta all’individuazione di colui che, nella notte del 19 luglio scorso, aveva incendiato e danneggiato la corona di alloro e la lapide in marmo, posti dall’A.N.P.I. sotto l’arco di Porta Vecchia in memoria dei 6 partigiani uccisi dai nazi-fascisti il 15 giugno 1944.
Dall’attenta analisi di un’ingente mole di filmati di video-sorveglianza pubblica e privata, mediante una laboriosa attività di comparazione antropometrica di più soggetti basata sull’approfondita conoscenza del tessuto sociale cittadino, è stato riconosciuto un 53enne italiano, incensurato e senza alcuna appartenenza a fazioni di carattere politico, ideologico o religioso, nè di carattere estremistico. Questi, con un percorso eseguito in parte a bordo di una bicicletta ed in parte a piedi attraverso le vie della città e le Mura Medicee, era giunto in piazza del Sale e, da lì, aveva proseguito verso Porta Vecchia.
Arrivato in prossimità della lapide, aveva appiccato il fuoco alla corona e, alla vista delle fiamme, si era incamminato verso piazza Esperanto, per poi recuperare altrove la bicicletta e sparire.
L’uomo, che ha riferito di aver premeditato il gesto spinto da motivazioni e rancori di carattere personale, è stato deferito a piede libero all’autorità giudiziaria per il reato di danneggiamento.


1 commento
[…] Ancora fresco lo sconcerto per i fatti accaduti, l’ANPI provinciale chiede chiarezza. Durante l’interrogatorio per il fermo il signor Giuseppe Truglia, autore reo confesso dell’incendio alla lapide ai partigiani di Porta Vecchia, aveva inizialmente dichiarato di aver agito per odio personale nei confronti del signor Giuseppe Corlito, uno dei promotori dell’apposizione della targa in qualità di Presidente della Sezione ANPI “Palazzoli” di Grosseto, poiché da lui costretto a tesserarsi alla Sezione da egli guidata con sede in via De Pretis 32, nella medesima struttura della Fondazione Bianciardi presso cui aveva trovato impiego temporaneo come magazziniere attraverso lo stesso Corlito, che parallelamente lo seguiva nella veste professionale di psichiatra. L’episodio, a detta del piromane, sarebbe avvenuto dopo la perdita del piccolo sussidio erogato dai servizi sociali causato da un litigio con lo psichiatra. Truglia ha successivamente ritrattato, imputando pubblicamente il gesto attraverso il suo legale Montemaggi come reazione all’apposizione di un “boa” colorato su di una statuetta raffigurante una madonnina esposta senza permessi in un’area pubblica.https://www.grossetonotizie.com/grosseto/cronaca-grosseto/2020/08/28/incendio-alla-lapide-di-porta-v… […]