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“Inferno”: il monologo di Giacomo Moscato in scena alla sala Friuli

di Redazione
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Lunedì 17 febbraio, alle 16.30, nella sala Friuli della parrocchia di San Francesco, a Grosseto, andrà in scena “Inferno“, monologo teatrale scritto, diretto e interpretato da Giacomo Moscato.

Si tratta di uno spettacolo didattico organizzato dal comitato di Grosseto della Società Dante Alighieri e ha l’obiettivo di avvicinare il pubblico di tutte le età al più grande poema della letteratura italiana in modo coinvolgente e appassionante, attraverso l’energia del teatro e l’efficacia dello storytelling.

Ingresso a offerta.

Lo spettacolo

Un attore, nove brani, musiche strepitose, luci suggestive, effetti visivi sorprendenti per uno spettacolo tragico, romantico, avventuroso, horror e… comico!

La Divina Commedia è un poema allegorico di straordinaria fama internazionale, un’opera celebrata, osannata, studiata… ma solo raramente “sentita” in tutta la sua portata emozionale. Gravata da ricordi scolastici non sempre felici, infatti, nell’immaginario collettivo, questo capolavoro assoluto dell’umanità rimanda sovente a un’idea di pesantezza e di indecifrabilità scoraggianti anche per i lettori più appassionati.

La sfida di questo spettacolo sta proprio nel ribaltamento di questa situazione di partenza: grazie a musiche coinvolgenti, ad effetti di luce di grande impatto visivo ed a spiegazioni extra-testuali vivaci e – quando possibile – divertenti, la Lectura Dantis tradizionale riscopre la sua vera e profonda carica emotiva, fatta di oscuri presagi (la porta dell’Inferno), di inquietanti scenari (gli Ignavi), di mostri spaventosi (Minosse), di sospiri appassionati (Paolo e Francesca), di sberleffi dissacranti (Malacoda), di impetuosi aneliti di libertà (Ulisse), di orride e macabre visioni (Ugolino)…

Dante può sbalordire, può emozionare, può commuovere, può divertire… E se ciò è possibile, il dovere di chi ha la ‘responsabilità’ di trasmettere, mediare e stimolare la conoscenza è quello di cercare (e di trovare) il sentiero lungo il quale la conoscenza stessa diventi esperienza, sentimento, coscienza.

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