Venerdì 29 novembre, alle 21, nella sala della Cgil, in via Repubblica Dominicana, a Grosseto, è in programma la presentazione di “2020 a Sinistra” in vista delle prossime elezioni regionali.
“Per un nuovo ciclo di governo in Toscana: il contributo di una sinistra nuova ad una coalizione progressista larga e rinnovata – si legge in un comunicato di ‘2020 a Sinistra’ -. Possiamo aprire un nuovo e diverso ciclo di governo delle forze di sinistra e progressiste della Toscana. La nostra Regione può tornare ad essere un laboratorio di innovazione delle culture e delle pratiche di governo del campo progressista, in cui diverse anime, esperienze e culture politiche tornino a dialogare, a confrontarsi per trovare soluzioni e proposte nuove ai problemi contemporanei che legano i territori alla dimensione globale: dal lavoro all’ambiente, dal welfare all’equità sociale, dalla cultura alle infrastrutture. Le elezioni regionali di primavera sono il terreno di prova di questa possibilità. Elezioni complesse perché, per la prima volta dalla nascita della Regione, la destra xenofoba e sovranista può vincere. Una destra pericolosa che mette in discussione i diritti sociali che fondano il nostro patto costituzionale, ma anche i diritti civili che connotano la forma di Stato democratica. È un rischio che non può essere corso“.
“Per non perdere la Toscana la Sinistra deve ritrovare sé stessa, ricostruire un progetto nuovo per la Regione e recuperare uno spirito unitario che il suo popolo chiede – continua la nota –. Per non ripercorrere strade consunte e di scarsa prospettiva, occorre avviare da subito un percorso per verificare se esistono le condizioni per costruire in Toscana una lista di sinistra, ambientalista, di civismo progressista capace di dare un contributo concreto a costruire una coalizione larga e unitaria, con le necessarie discontinuità di contenuti e di classe dirigente. È necessario che sia un percorso partecipato, costruito a partire dai territori e dalle esperienze che questi hanno prodotto, e non un progetto calato dall’alto o dal centro. Un progetto che abbia l’ambizione di vivere ben oltre le elezioni di primavera e di dare un contributo anche nazionale alla ripresa di una voce autonoma, viva e aperta sul futuro della Sinistra in Italia“.
“Lavorare con impegno e disponibilità alla costruzione di una coalizione larga e unitaria richiede da parte di tutte le diverse componenti, politiche e sociali, del campo del centrosinistra, della sinistra e dei progressisti, senso di responsabilità e capacità di concentrarsi sul bene comune, mettendo in secondo piano le ambizioni personali e di parte – prosegue la nota –. Per questo il nostro appello è a tutte le diverse componenti di quest’area. Al Pd perché abbandoni ogni tentazione di autosufficienza nella pericolosa illusione di poter beneficiare di un ‘voto utile’. Il Pd dovrebbe essere disponibile e protagonista attivo di una vasta coalizione per aprire una nuova fase di governo della Toscana, che comprenda la più vasta area della sinistra, politica e sociale, i Verdi, +Europa, le altre formazioni dell’area progressista e capace di confrontarsi anche con il Movimento 5 Stelle. Alle formazioni a sinistra del Pd perché abbandonino ogni tentazione di autoreferenzialità e intraprendano la strada di un accordo con il Pd e le altre forze politiche del campo progressista per restituire speranza e voglia di partecipazione politica ai tanti che ancora credono nei valori della Sinistra. Ai Verdi e agli ambientalisti che possono contribuire al rinnovamento della cultura progressista in Italia e ad un progetto di governo sostenibile della Regione che attraversi tutte le politiche dell’ente. Alle liste civiche che hanno costruito consenso sociale attorno a diversi candidati sindaci nelle recenti elezioni amministrative. E insieme a questi soggetti politici, al sindacato e alle associazioni e organizzazioni della società civile toscana protagoniste in questi anni di culture, esperienze e progetti innovativi che hanno reso migliore, più equa, sostenibile, efficiente, pulita la nostra regione e dove si trovano gran parte delle idee e delle energie nuove che servono per la nuova Toscana che vogliamo costruire. Al Movimento 5 Stelle perché dia il proprio contributo al rinnovamento dell’esperienza di governo della Regione, così come sta avvenendo a livello nazionale, e ad una rinnovata partecipazione dei cittadini alla vita politica e democratica della Toscana“.
“Pensiamo ad un progetto di respiro strategico, che riconnetta la sinistra e il centrosinistra politici con le organizzazioni della società civile toscane. Questo implica da parte di tutti un vero e proprio salto di qualità fondato sull’umiltà e la propensione all’ascolto e al confronto – continua il comunicato -. Per costruire una coalizione nuova e vincente non basta, anzi non serve, aggiungere al partito maggiore le altre sigle politiche, attorno ad un candidato alla presidenza scelto a monte. Dobbiamo rovesciare questo metodo, costruirne uno nuovo e riempirlo di contenuti che possano coinvolgere e appassionare i toscani. Si apra, allora, un serio e partecipato lavoro programmatico che si concentri su alcuni punti forti su cui costruire una possibile intesa di governo e di identità di una coalizione sociale e politica di sinistra e progressista, mettendo in secondo piano gli elementi di divisione e l’ansia per la ricerca del candidato. Si affrontino alcuni nodi politici e ambiti di governo con un approccio nuovo, che implichino tratti di discontinuità: il ruolo della Toscana in Italia e in Europa, l’ambiente e un piano contro i cambiamenti climatici, la sanità, il turismo, il lavoro, le infrastrutture e l’innovazione digitale, la cultura e la ricerca, un progetto di economia civile e circolare. Al termine di questo percorso si dovrà individuare la persona che meglio potrà interpretare questo programma. Evitando ogni automatismo che, ad esempio, restringa il campo ad esponenti dei partiti e neppure del partito maggiore; senza preclusione verso rappresentanti della società toscana al di fuori dei partiti che potrebbero risultare credibili agli occhi dei toscani, in una direzione di cambiamento e di discontinuità per invertire la tendenza all’erosione del consenso a sinistra anche nella nostra regione“.
“Con coraggio e determinazione scegliamo la strada della ricerca del bene comune, di un terreno di confronto e di convergenza fra politica e società, per non consegnare una regione di tradizioni democratiche, antifasciste e progressiste come la Toscana alla peggiore destra che il nostro Paese abbia mai conosciuto – termina la nota –. Proponiamo ai mondi della sinistra, dell’ecologismo, del civismo progressista di cominciare a discutere e lavorare in queste direzioni e a ingaggiare e negoziare con il Pd e con il Movimento 5 Stelle un progetto politico per candidarsi a governare la Toscana nel 2020“.

