“Dal 2014 al 2019 gli introiti per il comune che provengono dalla Tari sono più che raddoppiati. Perché i cittadini non ne hanno beneficiato, quanto meno con un servizio migliore?”.
Valerio Lanzillo, candidato sindaco della lista “La nostra Capalbio”, pone il quesito di fronte ad un gettito Tari (prima era la Tarsu) che dai 630mila euro del 2014 è passato al milione e 360mila euro nel 2019. “Qui il cittadino – sostiene Lanzillo – ha dovuto pagare di più per un servizio di cui tutti si lamentano. Non è il caso di rivedere qualcosa? Per quanto compete a noi ci proveremo, ben sapendo che il Comune poco può di fronte a Sei Toscana, se non provare a rivedere il contratto di servizio, soprattutto laddove questo non soddisfi”.
A livello di tasse, però, Lanzillo vuole anche capire che utilizzo viene fatto dell’addizionale comunale introdotta nel 2015 e che garantisce all’amministrazione un introito per 300mila euro annui. “Un’addizionale comunale di cui la gente si lamenta – afferma Lanzillo -. Noi stiamo studiando delle soluzioni, non dico per eliminarla completamente, ma almeno per rimodularla”.
Lanzillo ha però un dubbio finale. “Dal 2015 ad oggi – afferma- il Comune di Capalbio ha registrato diverse decine tra ricorsi al Tar e quelli susseguenti al Consiglio di Stato. Un numero sicuramente elevato che, spesso, ha comportato il pagamento delle spese legali, da qui la mia domanda: non è che il maggior gettito fiscale è stato impiegato, almeno in parte, per pagare gli avvocati? E tutti questi ricorsi si sarebbero potuti evitare?”.

