Home GrossetoFesta della Liberazione, Maremma Antifa: “Il sindaco non si presenti in piazza”

Festa della Liberazione, Maremma Antifa: “Il sindaco non si presenti in piazza”

di Redazione
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L’abbiamo scritto, lo abbiamo praticato, lo abbiamo sostenuto nelle piazze e in ogni spazio di aggregazione sociale e culturale da noi promosso o sostenuto. Questo giovedì parteciperemo al concentramento di viale Alfieri, celebrando in piazza tutta l’energia rivoluzionaria che proprio tra l’8 settembre ‘43 ed il 25 aprile ‘45 ha infiammato il nostro Paese nell’offensiva contro i fascisti di Salò e gli occupanti nazisti“.

A dichiararlo, in un comunicato, è Maremma Antifa.

“Il 25 aprile prenderemo parte al corteo cittadino, pubblicizzato con lo slogan ‘Nessuno escluso’ – continua la nota -. Riprendendo le parole del manifesto della giornata, riteniamo ci sia qualcuno che proprio proprio non ci va giù possa essere presente in piazza, figurarsi prendere parola. Parliamo del nostro primo cittadino, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, autodefinitosi ‘agnostico del fascismo’, così come del resto della Giunta comunale. Il sindaco che, in pieno stile da ventennio, a bordo di un carro trainato da buoi, sta trascinando chiunque non sia bianco, benestante ed eteronormato nella repressione, con l’applicazione del Decreto Sicurezza del neofascista Salvini e le ordinanze emergenziali sulla sicurezza e il decoro fortemente sostenute da tutto il consiglio comunale, Pd compreso”.

“Da parte nostra continueremo a stare nelle piazze, nelle date che scandiscono le nostre lotte e la nostra memoria, con la scomodità di sapere di essere dalla parte giusta della storia e della lotta – spiega Maremma Antifa. La stessa che quotidianamente portiamo avanti sul nostro territorio, contraddistinguendo l’antifascismo come lotta di resistenza allo sfruttamento e ai soprusi che in ogni lato del nostro Paese e del mondo annientano gli ultimi. Gli ultimi a cui facciamo riferimento sono le popolazioni devastate dal selvaggio sfruttamento ambientale, sono i popoli in rivolta per la propria autodeterminazione, come a Gaza e in Kurdistan. Gli ultimi sono tutti gli sfruttati e le sfruttate a livello produttivo e riproduttivo, sono tutte quelle persone schiacciate da misure di massacro sociale ed impoverimento materiale portate avanti dal capitale“.

“Resistere è per noi lottare. Lottare affinché gli ultimi non siano costretti a dare tutto a vantaggio di pochi: la nostra Resistenza sta nelle lotte di liberazione quotidiane, nella ricomposizione di tutti gli sfruttati e nel coraggio di chi, in un oggi privo di ogni prospettiva, combatte ancora per costruire un mondo dove non esistano più oppressi e oppressori – termina la nota -. Il 25 aprile non è una ricorrenza. Ora e sempre Resistenza“.

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