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Crisi del latte, il Pci: “La politica sostenga gli allevatori”

di Redazione
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Comprendiamo le ragioni degli allevatori che vogliono la politica fuori dalle loro questioni perché con i trattamenti ricevuti fino ad oggi il rischio è ancora quello che siano presi in giro per l’ennesima volta e si trovino ancora penalizzati”.

A dichiararlo è Luciano Fedeli, segretario provinciale del Pci.

“Con una politica che ha lasciato le grandi questioni del lavoro e sociali, per occuparsi esclusivamente di salvare banche, lobby di potere e interessi, la loro reazione non può essere che questa, legittima, ma sulla quale ci permettiamo di esprimere la nostra posizione – spiega Fedeli -. Il Pci di Grosseto, proprio per le motivazioni espresse dagli allevatori sulla stampa, ritiene che la politica, così come le associazioni di categoria, debbano essere investite del problema ed essere coinvolti, grazie anche a quella dura schiettezza e sincerità, perché non può e non deve restarne fuori, limitandosi a guardare, assumendosi responsabilità con scelte chiare a tutela di un patrimonio importante. Il Pci, come forza politica, non intende soltanto esprimere solidarietà, ma essere parte attiva per contrastare quella deriva che il sistema politico ha volutamente creato. Per il Pci dobbiamo ridare valore al lavoro e ai lavoratori e, nel caso degli allevatori ma, come sosteniamo anche per gli agricoltori, ci consente di avere quelle materie prime utili all’alimentazione“.

“Si può vivere senza entrare in una banca per un giorno, un mese, un anno, si può vivere senza investire in titoli od azioni oppure senza parlare di borse e mercati finanziari, ma non si può vivere se manca chi lavora la terra e produce, consentendo ogni giorno di poter pranzare, cenare, alimentarsi – sottolinea Fedeli -. Queste affermazioni potranno sembrare pure strumentali, ma si tratta di una semplice verità. Proprio per questo il Pci di Grosseto, senza ma e senza se, è accanto agli allevatori e a chi lavora la terra, per restituire quella dignità e quel rispetto tolte da politiche che hanno affossato questi settori ed hanno creato nuovi sfruttati per rincorrere una globalizzazione solo economica nella quale i profitti vanno a finire nelle tasche di pochi“.

“È bene ricordare che non sono i primi lavoratori che vogliono affrontare una battaglia da soli, la nostra esperienza e la storia di questo territorio ci fa ricordare quanto raccontato dai minatori della zona delle Colline metallifere, nel corso di una lotta del secolo scorso che durò mesi e alla quale, almeno nella fase iniziale, la politica restò a guardare lasciando soli i minatori nell’affrontare uno scontro contro chi pensava solo ai profitti aziendali e a chiudere le miniere – termina Fedeli -. Oggi la storia si ripropone, oggi non sono i minatori, ma gli allevatori, ma modi e contenuti sono gli stessi. Proprio per questo la politica deve essere svegliata e ritornare nel mondo reale, lasciando i palazzi e le strategie di potere per tornare a fare gli interessi legittimi degli allevatori e degli agricoltori che sono poi gli interessi di tutti i cittadini”.

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