Home GrossetoAttualità GrossetoControllo di vicinato, il Nucleo: “Bene telecamere alla Chiocciolaia”

Controllo di vicinato, il Nucleo: “Bene telecamere alla Chiocciolaia”

di Redazione
0 commenti 24 views

Il Nucleo di Controllo di vicinato Chiocciolaie, Cernaia, Squadre Basse ha raggiunto un importante traguardo nelle attività di videosorveglianza sul territorio di propria competenza, grazie al potenziamento della rete, già autorizzato ed installato con protocollo d’intesa dal Prefetto Manzone nel 2015, richiesto al sindaco attuale tramite le chat di comunicazione dei Controllo di vicinato di recente e subito approntato e reso operativo da parte di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che ringraziamo pubblicamente“.

A dichiararlo, in un comunicato, è lo stesso Nucleo di Controllo di vicinato Chiocciolaie, Cernaia, Squadre Basse.

“Primo nucleo del nostro Comune quindi, creato da Giacomo Vecchio, Luigi Ciccone, Fabiana Micheli ed altri. Nel 2015, è stato il primo ad allestire i cartelli di Controllo di vicinato – continua la nota -. Subito dopo nacque il Controllo di vicinato Amiata, ad opera dell’associazione ‘Amici dell’Amiata’, che ad oggi consta di più di 500 aderenti e che dal 2015 collabora in perfetta sinergia con il Comune di Arcidosso e con gli altri Comuni della montagna grossetana. Il termine ‘vedette’ per chi appartiene ai gruppi di Controllo di vicinato è un termine accettabile, ma noi da tempo ‘combattiamo una lotta’ con i giornalisti per convincere i ‘titolisti’ a non usare termini multistrato, come sentinelle, guardiani, vigilantes, etc, sostantivi che quasi sempre vengono confusi con le attività delle ronde e che invece non hanno nulla a che vedere con quelle del Controllo di vicinato”.

“Bene si adatta invece alla nostra filosofia di vita nel nostro privato, il termine di custodi delle nostre case, giardini, pianerottoli condominiali, e strade, piazze, parchi adiacenti alle nostre proprietà, lontanissimi quindi dalle derive ‘rondiste’, a cui qualcuno invece ingiustamente in passato ci ha associato – spiega il comunicato -. Se riuscissimo a convincere i nostri interlocutori della stampa ed alcuni amministratori che è importante dare una precisa identità alle nostre attività ed al progetto senza nascondere percorsi dell’ultimo momento inventati, quindi non affidabili, ed alternativi al nostro per ‘mettere il cappello’, probabilmente ad oggi i gruppi di controllo di vicinato sarebbero presenti in tutti i quartieri e le frazioni del nostro comune e della nostra provincia“.

“Un altro aspetto che alle persone comuni sfugge è l’immediata relazione con il significato originale del termine in inglese, ‘Neighbourhood’, a cui si può tranquillamente aggiungere ‘”Crime Watch’. Nelle serate pubbliche infatti, i nostri formatori nazionali lo spiegano bene: ‘Vicini del quartiere che guardano al crimine’. Purtroppo la parola controllo per molti non ha un vissuto ‘positivo’ come dovrebbe essere, infelice fu la prima coniatura della pratica, che avrebbe potuto essere vissuta meglio se fosse stata sorveglianza di quartiere o residenti connessi alla Polizia, tanto per chiarire quali siano le nostre effettive attività – termina la nota -. Sinergie e gioco di squadra, queste sono le nostre parole d’ordine, ma non tutti purtroppo ancora hanno capito“.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: