In programmazione a Grosseto – The Space Cinema ed Aurelia Antica Multisala
Nel 1952 , in Romania , due suore cattoliche che vivono nel monastero di Cârţa vengono attaccate da una forza invisibile quando entrano in un tunnel per recuperare un’antica reliquia cristiana . La suora sopravvissuta, Suor Victoria, fugge dall’attaccante, un demone che appare come una monaca e si impicca. Il suo corpo viene scoperto da Frenchie, un abitante del villaggio che trasporta rifornimenti alle suore.
Il Vaticano viene a sapere dell’incidente e chiama a Roma Padre Burke, dove gli chiedono di viaggiare con Suor Irene, una suora nel suo noviziato , in Romania per indagare sulla situazione. Mentre Sr. Irene insegna ai bambini la relazione tra religione e scienza in una scuola, la madre superiora e la informa che Burke è arrivato per chiedere l’accompagnamento di Irene nel suo viaggio in Romania.
Insieme scopriranno il diabolico segreto dell’ordine. Mettendo a repentaglio non solo le proprie vite, ma anche la loro fede e le loro anime, si troveranno ad affrontare una forza malvagia che ha le sembianze della stessa suora demoniaca che ha terrorizzato il pubblico in The Conjuring – Il caso Enfield, mentre l’abbazia diventerà un terrificante campo di battaglia tra i vivi e i dannati.
The Nun – La vocazione del male è uno spin-off di The Conjuring – Il caso Enfield, film del 2016 a sua volta secondo capitolo della saga di The Conjuring, se non si considerano i due capitoli, anch’essi spin-off, di Annabelle.
Curiosa la scelta del regista, Corin Hardy, inglese di 43 anni con alle spalle un unico film, anch’esso horror: The Hallow, del 2015. Quasi come se la produzione gli avesse voluto affiancare un tutore, tra gli sceneggiatori troviamo James Wan, ovvero il regista dell’originale L’evocazione – The Conjuring e di The Conjuring – Il caso Enfield.
Il cast non è di primissimo livello, ma neppure da buttar via: ci sono infatti Demián Bichir, attore messicano candidato all’Oscar per il suo ruolo nel film Per una vita migliore del 2011, Taissa Farmiga, che ha ricoperto i ruoli di Violet nel primo American Horror Story e poi di Zoe Benson in American Horror Story – Coven ed infine Charlotte Hope, la Myranda del Trono di Spade.
Ben presto emergono i limiti di The Nun – La vocazione del male: sebbene la storia possa apparire interessante, sia per la sua ambientazione in Romania, terra da sempre evocativa di leggende oscure, sia per la parvenza di “storia vera” che affascina sempre il pubblico, il ritmo manca fin dalle prime scene e la sceneggiatura risulta sempre prevedibile e scontata.
La regia, scialba ed a tratti dilettantesca, non riesce a migliorare la situazione né a dare il giusto risalto ad una interpretazione al di sopra della sufficienza da parte degli attori, che fanno del loro meglio in un contesto tutt’altro che favorevole.
Alla fine The Nun – La vocazione del male si riduce ad un film telefonatissimo ed incapace di creare tensione, men che mai paura, se si esclude un certo ricorso ai jumpscare, ovvero alla pratica di prendere di sorpresa lo spettatore attraverso un evento improvviso.
La vera vocazione di questo lungometraggio è quella di lucrare su una saga comunque popolare. The Nun – La vocazione del male ha infatti già incassato 250 milioni di dollari in giro per il mondo. Decidete voi se vorrete contribuire con un immeritato obolo alla crescita di questa cifra.

