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Operazione Hot Import: sequestrate oltre 7mila tonnellate di pellet contraffatto

di Redazione
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A febbraio e maggio scorsi, la Guardia di Finanza di Follonica, insieme ad altri reparti del Corpo subdelegati, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Civitavecchia, ha perquisito 17 società coinvolte nell’ambito dell’operazione “Hot Import”, per aver importato/acquistato e successivamente ceduto, anche on line, pellet marchiato illecitamente EnPlus®.

L’attività di contrasto alle frodi commerciali, che ha preso avvio da un’analoga attività svolta a Follonica e a Tarquinia (Viterbo) nel corso dello scorso inverno, ha visto impegnati oltre 50 militari appartenenti a 13 Reparti della Guardia di Finanza in ambito nazionale (Veneto, Umbria, Emilia Romagna e Lazio).

La stessa operazione ha consentito di:

  • sequestrare complessivamente 3.680 sacchi di pellet illecitamente marchiati EnPlus®, equivalenti a 36,80 tonnellate;
  • accertare, sulla base dell’esame delle fatture di vendita acquisite, il consumo in frode di complessivi 717.054 sacchi di pellet illecitamente marchiati EnPlus®, equivalenti a 7.170,54 tonnellate.

In particolare, è stato accertato che la società con sede a Tarquinia importava, da una società controllata slovacca, ingenti quantitativi di pellet marchiato EnPlus®A1, privo dei requisiti di certificazione, che a sua volta veniva messo in commercio dalla società italiana.

Nei confronti della società tarquiniese, oltre al sequestro di 1.325 sacchi di pellet – equivalenti ad oltre 13 tonnellate – è stato nominato un rappresentante giudiziale per risolvere la situazione di conflitto dell’amministratore unico della società, conseguente all’applicazione del D.lgs. 231/2001 “Responsabilità amministrativa delle società e degli enti”.

Gli elementi acquisiti nel corso delle indagini di polizia economica e finanziaria, condotte dai militari della Tenenza di Follonica per risalire alla “filiera”, hanno consentito di comprovare che la società produttrice estera, usurpando il titolo industriale registrato EnPlus®, ha illecitamente esportato in Italia il pellet con la connivenza delle società italiane importatrici, che poi lo hanno posto in vendita in territorio nazionale, frodando la fede del consumatore ignaro.

Questa situazione, oltre a costituire reato, ha consentito di arrecare gravi danni al mercato, essendo stata falsata la leale concorrenza da parte delle società venditrici, che grazie alla frode in commercio hanno potuto vendere la merce ad un prezzo non corrispondente alla qualità intrinseca del prodotto; infatti, il suo prezzo sarebbe dovuto essere inferiore rispetto a quello di un prodotto di qualità, marchiato lecitamente EnPlus®.

Tale situazione ha generato un giro d’affari illecito di oltre due milioni di euro. Sono al vaglio gli aspetti fiscali conseguenti, nei confronti delle aziende coinvolte.

Questa è una delle filiere di vendita individuate dalla Guardia di Finanza di Follonica, che coinvolge oltre 400 società in tutta Italia in una frode che presenta anche caratteri di transnazionalità.

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