Home AmiataMigranti, la Lega: “Ancora arrivi sull’Amiata, stop al business legato a questa invasione”

Migranti, la Lega: “Ancora arrivi sull’Amiata, stop al business legato a questa invasione”

di Redazione
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Sono attesi a giorni nuovi arrivi di migranti a Pescina, frazione di Seggiano, il cui sindaco ha deciso di aderire allo Sprar: 2,5 migranti ogni 1000 abitanti”.

A dichiararlo è Luca Salvadori, segretario della Lega del Monte Amiata.

“Per chi ancora non lo sa, è un sistema d’accoglienza a migranti di secondo livello, cioè persone già con lo status di profugo accertato – spiega Salvadori -. Saranno ospitati in un grande appartamento reso confortevole e  adatto alla necessità. Oltre all’accoglienza, il protocollo prevede anche il rilascio di documenti identificativi, l’assegnazione di un  medico di base. Gli ‘ospiti’ avranno la residenza, potranno intraprendere un’attività lavorativa, con assunzione regolare; il che consente loro di mandare anche dei soldi alle loro famiglie lasciate, guarda caso, nelle zone da cui sono scappati, trovando in Italia vitto, alloggio e denaro”.

“Ma se non c’è lavoro neanche per gli italiani residenti, in quali attività possono costoro essere impiegati? Nei lavori nei giardini o nelle strade? Nei parchi archeologici al posto dei laureandi italiani? Basta offendere l’intelligenza delle persone pensanti, in quanto sono lavori, questi, che potrebbero essere benissimo svolti dagli italiani in cambio di riduzione di imposte o agevolazioni di altro tipo, o anche solo come credito formativo – continua Salvadori -. Spesso  l’impiego di  migranti  in agricoltura si risolve in una sorta di nuovo schiavismo, perché di solito i salari sono di pochi euro l’ora, dando vita al diffuso fenomeno del caporalato. La Lega avanza il sospetto, sempre più legittimo, che questa accoglienza sia sempre più business per qualcuno e un problema di sicurezza ed economico per la restante popolazione, in quanto, anche in occasione di reati, gli stranieri sono spesso scusati e non puniti con la bella scusa delle consuetudini diverse e dalle necessità economiche, alla faccia di chi in Italia paga le tasse e rispetta le leggi”.

“E nei rari casi di rimpatrio, li rimandiamo a casa solo sulla carta, mentre l’invasione, e il business vergognoso ad essa legato, continua – termina Salvadori -. E oltretutto, nello specifico, la scelta di Pescina, frazione isolata con tanti residenti anziani, spesso soli, ci appare quantomeno rischiosa per i pericoli di impatto sociale che potrebbe generare in questo piccolo angolo di Amiata”.

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