“Fatti come quelli di Cisterna Latina non devono più accadere. Non voglio entrare nel merito dell’orrenda vicenda successa nella città laziale: alla giustizia questo compito. Ma come donna, come promotrice della rinascita della Commissione pari opportunità in Provincia e dell’istituzione della consigliera di parità, non posso rimanere indifferente“.
A dichiararlo è Olga Ciaramella, candidata capolista al Senato per Noi con l’Italia-Udc nel collegio plurinominale Toscana 2.
“Un crimine efferato, che ha portato alla morte di due bambine – spiega la candidata -. Non riesco neppure a immaginare il dolore che quella madre dovrà sopportare se riuscirà a sopravvivere. Non posso pensare quanta sofferenza ha portato quel gesto. Ma voglio dire con tutta la mia forza che certi episodi vanno prevenuti. Quello che farò a Roma, da senatrice di Noi con l’Italia-Udc, sarà lottare per ampliare le misure cautelative per le donne soggette a violenza, andando a colmare quei vuoti normativi che la Commissione parlamentare di inchiesta istituita a gennaio 2017 ha messo in evidenza“.
“Non è possibile agire solo dopo un reato, dobbiamo riuscire a mettere in moto prima gli strumenti di protezione. Occorre tutelare subito chi si trova in difficoltà, ai primi accenni di violenza – sottolinea Olga Ciaramella -. In Italia assistiamo a femminicidi annunciati, e ogni volta torniamo indietro nel tempo per ricostruire la storia di quelle donne e capire che c’erano le basi per un gesto folle. Adesso basta. Servono strumenti efficaci per contrastare gesti folli come quello di Cisterna Latina. Esistono vuoti normativi che dobbiamo necessariamente colmare“.
“Dalla formazione dei soggetti che hanno il compito di agire in caso di violenza di genere, per evitare che sottovalutino gli episodi denunciati, al coordinamento tra chi deve prendere provvedimenti, fino alla necessità di creare a livello investigativo un pool antiviolenza. Negli ultimi 4 anni le vittime di femminicidio non sono calate, sintomo che qualcosa non funziona – termina la candidata -. Prevalentemente a commettere reati sono partner attuali o ex. A poco sono valse l’introduzione del reato di stalking e la legge contro il femminicidio. Emerge chiaramente il problema di sottovalutazione delle denunce. Quindi occorrono la formazione degli operatori e l’istituzione di protocolli di coordinamento territoriale“.

