Home Grosseto“Cultura e arte come fondamenti della società”: se ne parla in un incontro pubblico di Liberi e Uguali

“Cultura e arte come fondamenti della società”: se ne parla in un incontro pubblico di Liberi e Uguali

di Redazione
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Lunedì 19 febbraio, nella sala Pegaso, in piazza Dante 35, a Grosseto, a partire dalle 17, il comitato elettorale provinciale di Liberi e Uguali organizza un’iniziativa pubblica dal titolo “Cultura e arte come fondamenti della società“.

Presentati dal grossetano Francesco Falciani, membro della direzione di Liberi e Uguali, si alterneranno due figure estremamente importanti del panorama culturale toscano e nazionale.

Valerio Fusi in Maremma non ha sicuramente bisogno di presentazioni: assessore provinciale alla cultura, dirige prima la biblioteca comunale di Castiglione della Pescaia e poi la biblioteca Chelliana di Grosseto, vicepresidente dell’associazione degli antropologi toscani dal 1999 al 2006, rappresenta sicuramente una delle personalità più stimate della regione in campo culturale.

Antonio Natali, storico dell’arte nato a Piombino, dopo esser già stato direttore del Dipartimento di studi sul Rinascimento, manierismo e arte contemporanea della Galleria degli Uffizi, ne assume la direzione dal giugno del 2006 al 2015.

Ha scritto molti libri sulla pittura e sulla scultura del XV e XVI secolo, e monografie su Michelozzo e Andrea del Sarto.

Molte fra le più importanti mostre d’arte del Quattrocento e Cinquecento a Firenze sono state curate da lui. Fra queste “L’Officina della maniera”, allestita alla Galleria degli Uffizi nel 1996, che presentava capolavori di Michelangelo, Rosso, Pontormo, Andrea del Sarto, Raffaello e di altri Maestri del XVI secolo.

Attualmente è candidato per Liberi ed Uguali nel collegio di Firenze.

Insieme ai due intellettuali si mette a disposizione di Falciani per la discussione anche un politico “di razza” come Massimo Borghi, già sindaco di Gavorrano e presidente del Consiglio provinciale impegnato nella campagna elettorale alle politiche del quattro marzo nel collegio grossetano (insieme a Siena, Arezzo e all’Isola d’Elba).

“La cultura – sostiene Falciani  – in provincia viene vissuta all’insegna del fatalismo e dell’inadeguatezza. Per questo spaventa e spaventa in modo particolare i politici. Un realismo insano li prende quando si prova a parlarne seriamente. Ma la cultura è sapere e il sapere è sviluppo. Un Paese non può considerarla né marginale né secondaria

Per questo gli organizzatori sperano che “chi considera la cultura un elemento irrinunciabile per la nostra comunità vorrà partecipare all’evento“.

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