Sabato 18 novembre, alla pinacoteca civica di Follonica, alle 17, ultimo appuntamento di FolloWme, realizzato in collaborazione con la Commissione intercultura e pari opportunità, con la proiezione del film – documentario “Vojage en barbarie” di Cècile Aleegra e Delphine Deloget.
Il documentario racconta del Sinai, diventato ormai teatro di una vera tratta degli schiavi: a partire dal 2009, cinquantamila eritrei sono passati da qui e diecimila non ne sono mai usciti. Giovani, di buona famiglia, cristiani e in fuga da una dittatura, vengono rapiti durante la marcia verso il Sudan e torturati dai beduini per ottenere un riscatto dalle famiglie. Tre sopravvissuti svelano una vicenda avvolta ancora dal silenzio, l’ennesimo dramma sulle rotte della migrazione.
“Questo è l’ultimo evento in programma per questa edizione del FolloWme, arte ai margini – dichiara l’assessore alla cultura Barbara Catalani –; è stata una edizione carica di emozioni che ci hanno riportato alle origini di questo importante festival internazionale, che vede la diversità e l’altro finalmente passare dal margine al centro“.
“E’ stata una edizione anche molto seguita – continua Barbara Catalani – e con una partecipazione di pubblico particolarmente elevata, sia per le presenze in mostra, ma in particolare per quelle delle diverse iniziative collaterali come la prova aperta di teatro fisico condotta da Laura Scudella negli spazi della Leopoldina. Un progetto che ci mette in diretto contatto con tutti coloro che appartengono al mondo del diversamente abile e che ci hanno insegnato che attraverso il linguaggio del corpo ogni barriera linguistica viene definitivamente abbattuta“.
“Un sincero ringraziamento – conclude l’assessore – a tutto lo staff organizzativo e all’associazione dei Gattopicchi” .
Dopo il film, seguirà un confronto sulle politiche di blocco dei flussi migratori dalla Libia condotto dalla giornalista – regista del film, Cècile Allegra, da Abba Moussie Zerai, dell’agenzia Habeshia che si occupa di sostegno umanitario e rispetto dei diritti dei migranti, e da Riccardo Gatti, della Ong Proactiva Open Arms di soccorso in mare ai rifugiati.

