Follonica (Grosseto). «La mozione annunciata dalle opposizioni sul futuro dell’ospedale Sant’Andrea ha almeno un merito: mette nero su bianco che lo smantellamento progressivo della sanità delle Colline Metallifere non nasce oggi»: a dichiararlo è la lista civica Buoncristiani.
«Gli stessi firmatari ricordano che già nel maggio 2016 fu convocato un Consiglio comunale aperto a Massa Marittima per chiedere il mantenimento della Chirurgia sulle 24 ore, la conferma di Cardiologia e Pneumologia, personale adeguato e il rafforzamento del Pronto soccorso – prosegue la nota -. Il problema, quindi, esiste da almeno dieci anni e non può essere scaricato sui finanziamenti del Governo guidato da Giorgia Meloni. La Toscana era governata dal centrosinistra allora, come lo è oggi. La programmazione e l’organizzazione della sanità toscana sono competenza della Regione e il progressivo depotenziamento delle Colline Metallifere è avvenuto durante anni di governo regionale del Partito Democratico e del centrosinistra. Per questo lo diciamo con chiarezza: la mozione non può diventare la foglia di fico per coprire responsabilità e fallimenti che vengono da lontano».
«Se però l’obiettivo è davvero difendere il Sant’Andrea, noi ci siamo. La salute dei cittadini viene prima delle appartenenze politiche e siamo pronti a costruire una posizione forte e condivisa – continua il comunicato –. Ma serve molto di più. Per noi la priorità è tornare a un vero Distretto sanitario delle Colline Metallifere, con sede a Follonica, e a un presidio ospedaliero a Massa Marittima realmente dotato di servizi, personale e professionalità adeguati. L’accorpamento del distretto sociosanitario delle Colline Metallifere a Grosseto è stato un errore e ha impoverito l’offerta sul territorio. Oggi perdiamo la Chirurgia d’urgenza; domani potrebbe toccare alla Radiologia, che ha già un primario condiviso con Castel del Piano e una Tac vetusta, la cui sostituzione viene promessa da anni. Non possiamo accettare che la nostra sanità venga smantellata un servizio alla volta. Il Sant’Andrea non si difende con slogan o mozioni destinate a rimanere lettera morta. Si difende chiedendo alla Regione Toscana un cambio di rotta concreto, verificabile e definitivo».
«Anche i numeri dell’Asl Toscana Sud Est sono preoccupanti. Il 2025 si è chiuso con una perdita di esercizio superiore a 94 milioni di euro, non prevista. E nel frattempo sono aumentate di altri 15 milioni le spese per ricoveri effettuati fuori dalla Toscana. Continuare a parlare di eccellenza mentre i territori periferici vengono progressivamente impoveriti e sempre più cittadini sono costretti a cercare altrove le risposte sanitarie non è più sufficiente. Difendere oggi il Sant’Andrea – conclude la lista civica Buoncristiani – significa avere il coraggio di riconoscere che il suo depotenziamento viene da lontano e porta la responsabilità politica di chi ha governato e governa da anni la sanità toscana. La mozione può essere un punto di partenza per cambiare rotta. Siamo pronti a confrontarci e a votare insieme per difendere davvero il Sant’Andrea e la sanità delle Colline Metallifere. Ma non accetteremo che diventi la foglia di fico per nascondere dieci anni di scelte e fallimenti del centrosinistra».

