In programmazione a Grosseto – The Space Cinema
Nella città di Oslo quando i primi fiocchi cadono, alcune donne spariscono nel nulla e misteriosi pupazzi di neve compaiono a sorvegliare le strade. L’uomo di neve segue le indagini del detective Harry Hole (Michael Fassbender), a capo di una squadra speciale della polizia di Oslo incaricata di investigare su una serie di omicidi locali.
Dopo l’ennesima sparizione, avvenuta durante la prima nevicata dell’anno, Hole scopre interessanti collegamenti con alcuni casi irrisolti vecchi di vent’anni: la cornice invernale, la vittima designata, il pupazzo di neve sulla scena del crimine, tutti elementi che richiamano i metodi di un elusivo serial killer.
Con l’aiuto di una giovane e brillante recluta, il poliziotto dovrà unire i puntini per svelare il disegno nascosto dietro le frequenti sparizioni, prima che la neve torni a imbiancare le strade e cancelli ogni traccia dell’assassino.
L’uomo di neve è tratto dall’omonimo romanzo di Jo Nesbø, pubblicato nel 2007 in Norvegia e nel 2010 in Italia, il settimo della serie Harry Hole, che prende il nome dal suo protagonista. Nel caso del grande schermo, invece, questo film segna il debutto di Hole.
Un debut caratterizzato da un cast d’eccezione: ci sono infatti Michael Fassbender, Rebecca Ferguson (star di Life-Non oltrepassare il limite), la pluripremiata Charlotte Gainsbourg, Val Kilmer e Toby Jones. Anche il regista è di prim’ordine: Tomas Alfredson è stato già apprezzato per Lasciami Entrare e La Talpa. Per finire, gli sceneggiatori Peter Straughan ed Hossein Amini vantano una nomination ciascuno agli Oscar.
Il regista, gli sceneggiatori e gli attori, al contrario di ogni premessa ed aspettativa, sembrano girare però completamente a vuoto, al punto da far domandare a chi non avesse letto il romanzo quale sia il motivo per cui sia diventato un best seller. Davvero, guardando questo film si finisce per odiare Nesbø se non l’intera Norvegia, sia per la assoluta inconsistenza della pellicola che per la rappresentazione di paesaggi e persone.
Incredibilmente, questo è un lungometraggio in cui tutto quel che può andare storto lo fa: la trama zoppica, le modifiche fatte al romanzo non funzionano, le scenografie latitano e la regia è stanca ed evanescente. I protagonisti, infine, non sono affatto all’altezza del loro blasone e si limitano a vagare senza costrutto in un film che sembra non piacere neppure a loro.
Dispiace che Harry Hole debba debuttare così, certo con L’uomo di neve si crea un notevole handicap a sue eventuali prossime apparizioni sugli schermi dei cinema.

