In programmazione a Grosseto – The Space Cinema
Samantha Kingston (Zoey Deutch) è la studentessa più popolare della scuola, il suo fidanzato è il più desiderato tra le sue coetanee, e nel complesso ha una vita senza problemi ed invidiabile.
Un giorno Samantha Kingston, all’improvviso, si trova ad essere risucchiata da un vortice temporale: rivive sempre lo stesso giorno (il 12 febbraio), come se il tempo si fosse fermato.
Nessuno intorno a lei si accorge o vive questo singolare loop: questa è una condizione che riguarda solo la popolare studentessa. La ragazza è costretta ad indagare da sola su questo strano fenomeno, per riuscire a capirne il senso e a decifrarne la causa.
Chi o che cosa sta cercando di dirle qualcosa? Cosa c’è di sbagliato in quel giorno che Samantha Kingston è costretta a rivivere in continuazione? A chi non ha dedicato abbastanza tempo? Con chi non si è comportata nel migliore dei modi? Riuscirà la studentessa ad uscire da questo angosciante vortice?
Il film è palesemente ispirato a E finalmente ti dirò addio (Before I fall, che è anche il titolo originale di questo lungometraggio), il romanzo con cui ha esordito Lauren Oliver nel 2010. La scrittrice è più nota al suo pubblico per la trilogia Delirium divisa in: Delirium, Chaos e Requiem. Quest’opera letteraria è diventata un bestseller internazionale ed è stata tradotta in oltre 30 lingue.
Si tratta di una (ennesima) riproposizione del tema della giornata ripetuta. Giova ancora una volta ricordare il fortunato precedente di Ricomincio da Capo, che comprendeva uno spumeggiante Bill Murray. Come sempre, quando un format funziona lo si spreme come un limone. In questo caso anche il romanzo dà una mano, avendo proprio come leit motiv proprio la ripetizione delle giornate.
La regià è affidata a Ry Russo-Young, giovane proveniente dal mondo indie con due pellicole all’attivo, vincitrici di riconoscimenti al Sundance Festival. L’approccio è quello del cinema adolescenziale, gli eventi si svolgono infatti nel contesto di scuola, famiglia e feste tra ragazzi. E forse qui sta uno dei limiti di Prima di Domani.
Infatti sin troppo evidenti sono i riferimenti a Sisifo ed al butterfly effect, quasi a dover spiegare cosa sta succedendo ad un pubblico che si presume a sua volta composto da adolescenti. Così anche tutto il resto viene tratteggiato con pennellate di superficialità e talvolta di approssimazione.
La stessa parabola (parlare di crescita è davvero eccessivo) della protagonista poteva essere più convincente: l’impressione è che sia davvero stata tirata un po’ via. La prova degli attori è da sufficienza striminzita, non certo aiutata da personaggi dalla caratterizzazione così stereotipata da risultare caricaturale.
Prima di Domani è un film che poteva essere discreto e dare nuovo impulso ad un plot ormai logoro. Invece, pur non essendo certo uno dei peggiori film dell’estate, cade in quella mediocrità a cui sono abituati gli stanchi e rassegnati spettatori d’agosto.

