Venerdì 4 agosto, alle 18.30, sarà inaugurata al Magma di Follonica la mostra fotografica “L’arte degli uomini” di Emanuela Bristot, fotografa ufficiale per il Vox Mundi Festival – Musiche dei popoli della terra 2016, che propone i ritratti degli artisti della scorsa edizione nei luoghi d’arte del Comune di Follonica per dar rilievo alla diversità e alla bellezza del territorio .
Si tratta di una mostra diffusa, poichè, oltre al museo, alcuni ritratti saranno esposti anche alla biblioteca comunale e al Palazzo Granducale in un connubio tra musica, uomini e luoghi d’arte.
La mostra attuale raccoglie scatti realizzati grazie alla disponibilità del Comune di Follonica, del Reparto Carabinieri per la biodiversità di Follonica, degli organizzatori e degli artisti internazionali del Vox Mundi Festival 2016
All’interno di un immaginario percorso che conduce alla scoperta dei luoghi d’arte del Comune di Follonica, si snodano i ritratti di Nobuntu, gruppo vocal femminile dello Zimbabwe, realizzati all’interno degli spazi museali del Magma – Museo del lavoro, di Bia Goes e di Ricardo Valverde, autori ed interpreti musicali della nuova Mpb, colti all’interno dell’ex Palazzo Granducale quasi a rievocare le storiche figure dell’ illuminato Granduca Leopoldo II Lorena e di sua moglie, dei Masa Daiko, che rievocano con le loro spettacolari esibizioni la millenaria tradizione dei tamburi da guerra giapponesi, a cui fa da ideale sfondo la foresta immaginata dell’artista Capobianco all’interno della Pinacoteca civica.
Si prosegue con i volti degli artisti russi Otava Yo, colti in prossimità dell’attuale piazza a Mare, in cui nei tempi passati i lavoratori della Fonderia Granducale scaricavano il ferro proveniente dalla vicina Isola d’Elba: le suggestioni dei rumori del mare, delle barche, delle voci degli operai, del treno su cui si caricava il minerale ci riportano da qui nell’ex stabilimento con il coro delle Donne di Magliano, volti di una terra dura come è la Maremma, le cui tradizioni legano con un nodo stretto il territorio alle genti.
Nella mostra, che rimarrà allestita fino al 10 settembre, questo legame si rafforza divenendo unione universale che lega gli uomini all’arte e al territorio sotto un comune cielo da est ad ovest, da nord a sud .
Emanuela Bristot si forma culturalmente tra la Maremma, Pisa, con gli studi universitari in beni culturali, Firenze, come tecnico gestione musei e pinacoteche e restauratrice di dipinti su tavola ed affreschi, Milano e Londra, come decoratrice d’interni, arrivando fino al Cremlino, dove fa parte della direzione dei restauri dei finti marmorini della sala del trono. Motivata a scoprire sempre più di sé e del mondo, si dedica infine agli studi universitari in medicina, come terapista neuromotoria per bambini.
Approda in anni recenti alla fotografia, fonda ed è presidente dell’associazione artistico culturale e di promozione sociale “Circolo Zona D”, premiata con menzione speciale al Premio Verdigi 2016 per il progetto “Viaggio tra le dolcezze e le culture del mondo” .
Partecipa a collettive nazionali e rassegne internazionali di fotografia con opere in tecnica analogica e digitale. Inizia una personale ricerca sul rapporto uomo-natura-arte che sviluppa nelle due mostre personali “4 elementi + 1 anima” nel 2015 presso lo spazio Imago a Pisa e ” L’arte degli uomini”, presso lo spazio espositivo Sopra le Logge del Palazzo Lanfranchi a Pisa.

