In programmazione a Grosseto – The Space Cinema
Dylan Boyd è un controllore di traffico aereo in grado di visualizzare i patterns che lo circondano. Un giorno, mentre si trova a lavoro, si distrae nell’osservare un vero e proprio squarcio del tempo che avviene alle 2.22 e rischia di causare un grave incidente, motivo per cui viene temporaneamente sospeso. Approfittando del tempo libero, una sera decide di assistere a uno spettacolo di balletto aereo dove nota una ragazza, Sarah. La sera stessa i due vanno a cena fuori e si scopre che lei si trovava su uno degli aerei che hanno rischiato di scontrarsi a causa della distrazione di lui. Dylan e Sarah cominciano così una relazione.
Con l’avvicinarsi del compleanno di entrambi (18 aprile), Dylan comincia a notare il ripetersi di alcuni eventi nella sua vita quotidiana e rivive nella sua mente la scena di un omicidio nell’atrio della Grand Central Station di New York.. Dylan comincia quindi ad annotare tutti quegli eventi, anche banali, che continuano e ripetersi ogni giorno alla stessa ora. Una sera assiste all’esposizione dell’ex-fidanzato di Sarah nella galleria d’arte in cui lavora lei e nota che l’opera olografica creata dall’artista riproduce fedelmente ciò che Dylan continua a rivivere nella sua mente. In un attimo di shock, Dylan aggredisce l’artista, Jonas, davanti a tutti per poi andarsene su ordine di Sarah. Dopo qualche giorno trascorso a riflettere, Dylan trova nel suo appartamento delle lettere e il passaporto di un certo Jake Redmond, nato nel 1956. Leggendo le lettere rimane sconvolto nello scoprire che la storia d’amore tra l’uomo e una certa Evelyn Mills assomiglia molto a quella tra lui e Sarah.
Il regista Paul Currie ha vinto nel 2004 il premio per il miglior debuttante assegnato dalla Screen Director’s Association of Australia con il suo One Perfect Day, consacrandosi nel suo Paese d’origine. 2:22 – Il destino è già scritto rappresenta il suo secondo lungometraggio e manca di qualsivoglia guizzo: la regia è assolutamente convenzionale e per nulla coraggiosa né innovativa.
La sceneggiatura è tutt’altro che originale: il tema delle giornate che si ripetono, per quanto un po’ reinterpretato, ci riporta ai tempi di Ricomincio da Capo ed il confronto è impietoso perché nel film del 1993 c’erano uno spumeggiante Bill Murray, una Andie MacDowell nella sua migliore forma e la sapiente regia di Harold Ramis.
Tutto ciò che manca a 2:22 – Il destino è già scritto, nel quale l’interpretazione degli attori principali è al limite della sufficienza ed anche lo script mostra più di un limite. La trama, infatti, risulta a tratti cervellotica e decisamente poco credibile e la realizzazione non fa scattare la scintilla del coinvolgimento emotivo con i personaggi.
Non tutto è da buttare in 2:22 – Il destino è già scritto, ma vi piacerà solo se partirete con aspettative nulle e lo vedrete unicamente come un modo per godere per circa un’ora e mezza dell’aria condizionata del cinema.

