“Non è raro, ma comunque inusuale che sia prolungato il commissariamento di un’azienda e, certamente, non è atto preso a cuor leggero. Il Prefetto di Siena avrebbe prolungato il periodo di commissariamento di Sei Toscana, la società, sotto inchiesta, che gestisce il servizio rifiuti della Toscana Sud”.
A dichiararlo è Ettore Chirici, capogruppo di Gente di Follonica nel Consiglio comunale della Città del Golfo.
“Non abbiamo mai taciuto le pesanti critiche al sistema che ha portato a quella società ed all’affidamento del servizio. Non abbiamo mai taciuto i dubbi sulla gara e, tantomeno, sulla natura della compagine societaria – spiega Chirici -. Sei è falsamente una società pubblica; quantomeno è sempre stata sotto il controllo di privati attraverso il sistema delle compartecipazioni: sembrerebbe una banalità, ma, evidentemente, non lo è rispetto alla gara e non deve esserlo nemmeno per la decisione del Prefetto essendo uno dei temi presenti ai commissari. Non solo: ci sono un paio di imprese importanti presenti in Sei che sono in concordato fallimentare (o, se la notizia fosse errata, messe molto male) e c’è un pesante contenzioso aperto da un’altra impresa socia contro altre, sempre socie di Sei”.
“Nel rinnovo del commissariamento, ci sembra di leggere che vi sia pure il dubbio di non essere ancora riusciti a interrompere ‘la continuità’ con la precedente direzione – continua Chirici -. Siamo di fronte ad un atto ponderato, serio, non demagogico che rinnova ed accentua gli elementi critici su tutto l’impianto del sistema rifiuti della Toscana Sud, rispetto al quale la Regione per prima ha avuto e conserva pesanti responsabilità, cui non sono esenti sindaci di importanti città ed esponenti di rilievo del partito di maggioranza, per ora. Merita sottolineare che in questo caos, nel quale i cittadini rischiano di dover pagare gravi errori politici e soprattutto societari, anche recentissimi, l’unico che sembra avere qualche idea sana sia il sindaco di Arezzo: sarà anche di centrodestra, ma prova a trovare delle soluzioni utili”.
“Le amministrazioni locali rischiano di essere schiacciate da questa situazione. Un gesto ed una proposta seria di ribellione sono necessarie. Dobbiamo proporre di tornare ad una società a prevalenza pubblica, facendovi entrare soggetti di interesse collettivo che sappiano ristabilire il rapporto con i Comuni, avere con questi obiettivi condivisi, garantire in primis la continuità del servizio – sottolinea Chirici -. Riacquisire la centralità pubblica, insomma, anche per rivedere tutto l’assetto del contratto di servizio. Fino ad oggi, Sei è stata una società di ‘muratori’, ovvero un sistema di spartizione di lavori e servizi, anziché di innovazione e gestione competente nel settore. L’errore è primordiale, oggi dobbiamo rimediare. Il primo che dovrebbe rendersene conto è il “rivoluzionario” presidente della Giunta regionale assieme a fior di dirigenti del Pd”.
“Crediamo necessario che la Giunta porti a conoscenza del Consiglio l’atto del Prefetto di Siena: ci sia perciò una prima discussione in Terza commissione consiliare, che prepari una posizione unitaria, e poi si prenda un orientamento in Consiglio comunale. Follonica si è distinta su questi argomenti almeno per avere avuto posizioni ed atteggiamenti critici e propositivi – termina Chirici -. Dobbiamo proseguire con decisione su questa strada, coinvolgendo poi altri Comuni e definire scelte unitarie con altre amministrazioni dell’Ato Sud, Arezzo per prima. Per rispetto dei cittadini è il minimo che dobbiamo fare e presto”.

