Home Costa d'argentoEccidio di Maiano Lavacchio, Sinistra Italiana: “Silenzio del Governo sulla tutela della scuola”

Eccidio di Maiano Lavacchio, Sinistra Italiana: “Silenzio del Governo sulla tutela della scuola”

di Redazione
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Domani ricorrerà il 73° anniversario dell’eccidio di Maiano Lavacchio. Sono passati, inoltre, due anni e mezzo da quando ho depositato un’interrogazione ai Ministri dell’economia e delle finanze, dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell’istruzione, dell’università e della ricerca per chiedere un impegno a tutela della scuola di Maiano che rappresenta per il territorio la memoria di quell’eccidio“.

A dichiararlo è la senatrice di Sinistra Italiana, Alessia Petraglia.

“L’assenza di una risposta da parte del Governo in merito a questa richiesta che potrebbe impedire la perdita di un luogo caro per la memoria dei valori antifascisti su cui si fonda la nostra Repubblica è già una testimonianza dell’impegno nella tutela dei valori fondanti dell’Italia ma oggi, che il pericolo della vendita sembra essere più lontano anche se atti concreti in tal senso, da parte del Comune, non ci sono ancora, serve un sostegno al territorio, forte, per consentire la ristrutturazione dell’immobile e rendendolo un vero luogo di memoria vissuta e condivisa – continua la senatrice -. La memoria dei luoghi, delle cose, delle persone e dei fatti, è determinante nel processo di formazione dell’identità sia individuale che collettiva“.

“Sarebbe un segnale importante che per l’anniversario di quel sacrificio il Governo si decidesse a dare risposta a quell’interrogazione – conclude Alessia Petraglia -. Intanto ricordo che domani, alla commemorazione dei martiri d’Istia, le undici giovani vittime della strage nazifascista di Maiano Lavacchio, a Casa Andrei, dove alle 10 è in programma la cerimonia di ricordo, ci saremo anche noi di Sinistra Italiana per continuare a lottare contro il fascismo di ieri e di oggi, insieme agli uomini e alle tante donne grossetane che non accettano nessuna revisione della storia che tenti di legittimare il periodo buio del ventennio né tanto meno coloro che con nuovi nomi ma con idee e pratiche comuni a quel passato sono fuori dai valori della nostra Carta Costituzionale“.

Foto di repertorio

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