“Tristezza, vergogna. Le foibe hanno incarnato l’orrore. La cattiveria. La rabbia più cieca e violenta. Il 10 febbraio, Giorno del Ricordo, rappresenta tutti noi. Rappresenta la volontà e il dovere di non dimenticare quanto accadde. Di non nasconderlo. Di non rinnegarlo“.
A dichiararlo è Mario Lolini, capogruppo della Lega Nord nel Consiglio comunale di Grosseto.
“A lungo, purtroppo, gli interessi di parte e le ideologie hanno prevalso, anche a decine e decine di anni dalla tragedia delle foibe – spiega Lolini –. Mondo accademico e dei media: tanti, troppi i silenzi. Le parole non dette e non scritte. Quando, poi, le voci sono arrivate, sono state troppe volte accompagnate da assoluzioni per spirito di parte. Assoluzioni dispensate da un circuito pseudo intellettuale pronto a giustificare, sempre e comunque. Oggi la situazione, per fortuna, in molti casi è ben diversa. Ora che (quasi) tutti hanno compreso quel che è accaduto a cavallo e dopo il secondo conflitto mondiale, possiamo finalmente leggere i fatti. Commemorare i nostri connazionali, ammazzati per la sola colpa di essere italiani. Bambini, donne e uomini gettati, spesso vivi, nelle voragini dell’altopiano Carsico. Dilaniati dall’odio, abbandonati“.
“In questa giornata la mente va anche oltre. A quei tragici fatti legati al treno della vergogna, il convoglio pieno di esuli partiti nel ’47 dalle zone del Quarnaro, d’Istria e Dalmazia. Quello che in tanti, all’epoca e non solo, definirono, senza provare imbarazzo o disagio, ‘il treno dei fascisti’. Quel convoglio pieno di donne, bambini e uomini, accolto a sassate alla stazione di Bologna. Unica colpa quella d’essere italiani – conclude Lolini -. Quello giuliano dalmata fu un vero e proprio esodo, con oltre 300mila persone costrette a spostarsi dalle loro case divenute terra ostile. Un percorso durato anni. E per anni infangato, deriso, poi ignorato. Come uomo, ancor prima che come politico, sento il dovere di ricordare tutto questo. Perché tristezza e vergogna non prevalgano. E perché tutti abbiano la dimensione di cosa è accaduto. Senza preconcetti, né polemiche“.

