Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo, Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada, Claudio Franci, sindaco di Castel del Piano, Andrea Benini, sindaco di Follonica, Marcello Giuntini, sindaco di Massa Marittima, Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione della Pescaia, Federico Balocchi, sindaco di Santa Fiora, Elisabetta Iacomelli, sindaco di Gavorrano, Marcello Stella, sindaco di Scarlino, Jacopo Marini, sindaco di Arcidosso, Alessandra Biondi, sindaco di Civitella Paganico, Luca Riccardi, sindaco di Campagnatico, Romina Sani, sindaco di Cinigiano, Gianpiero Secco, sindaco di Seggiano, Fosco Fortunati, sindaco di Castell’Azzara, Miranda Brugi, sindaco di Semproniano, Nicola Verruzzi, sindaco di Montieri, hanno scritto una lettera aperta al sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, in merito alle recenti polemiche sulla riforma della sanità toscana.
La lettera
Ecco il testo integrale della lettera:
“Caro collega sindaco,
la polemica politica sulla sanità grossetana di questi giorni ci preoccupa fortemente. La sanità toscana (e grossetana) vive un momento di grande cambiamento che, crediamo, vada affrontato con prudenza e spirito di condivisione, tralasciando lo scontro politico e avendo a cuore soltanto la salute delle nostre comunità.
Il Sindaco del capoluogo è importante in provincia di Grosseto, ma non ha il primato della tutela di tutti i territori. Il ruolo di capoluogo dovrebbe svolgersi in modo da essere punto di riferimento per tutti noi, non in una visione antagonistica rispetto agli altri.
I nostri Comuni gestiscono un territorio vastissimo dalle montagne al mare, un territorio che fa la ricchezza della nostra provincia e nel quale vivono quasi 100.000 persone. A queste persone dobbiamo garantire servizi e, quindi, la possibilità di vivere e abitare nei paesi per continuare a essere un presidio umano contro l’abbandono. Ciò determina una rilevante complessità nel garantire gli stessi livelli di assistenza per tutti i cittadini, per cui si deve prestare sempre una costante attenzione per non rischiare di avere cittadini che vivono in città con servizi di serie A e cittadini di centri più piccoli con servizi di serie B.
Tutti noi sindaci, come te, insieme a te, abbiamo a cuore la Maremma e le comunità che amministriamo, lo facciamo da anni con cura, intessendo relazioni tra noi, con la Regione e con il Governo. Il nostro ‘avere cura’ non è dettato da appartenenze politiche, lo facciamo per mandato della popolazione e nell’interesse comune.
Il patrimonio di servizi, organizzazione, strutture e professionalità che ogni giorno lavorano nella sanità maremmana, è frutto dell’accurato lavoro che negli anni amministratori di ogni orientamento politico hanno contribuito a costruire.
In tutto questo tempo ognuno di noi non ha mai rinunciato all’esercizio della critica nei confronti della Regione Toscana, lo abbiamo fatto nell’interesse generale e non personale, garantendo sempre che la Maremma avesse il posto che le spetta nella sanità toscana. Si può sempre fare di meglio, ma riusciremo a raggiungere dei risultati concreti e positivi se lavoriamo assieme, tutti noi sindaci, senza pregiudizi e contrapposizioni di parte.
La tua azione così come è impostata a volte ci appare invece dettata da interessi di parte. Ma la sanità non è di parte, la salute non è di parte. I problemi vanno denunciati e, subito dopo, devono essere governati. Il nostro compito è di governare il presente avendo l’attenzione di garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.
I risultati si ottengono se saremo tutti insieme, forti delle nostre diversità, ma uniti in un’azione comune di tutela di quanto abbiamo. Noi vogliamo, come te, lo sviluppo dei servizi, la valorizzazione dei nostri medici, del personale infermieristico e delle strutture che abbiamo. Tutto questo lo si raggiunge con un impegno silenzioso e continuo, con lo studio e la conoscenza.
Diversamente riusciremo, con le nostre contrapposizioni, a riempire le pagine dei giornali, ma fra qualche anno non avremo portato un concreto aumento dei livelli di servizi alle nostre comunità, cosa che sta a cuore a tutti noi”.

