Home Costa d'argentoTirrenica, Sinistra Italiana replica ai sindacati: “Progetto irrealizzabile, pensino a tutelare il territorio”

Tirrenica, Sinistra Italiana replica ai sindacati: “Progetto irrealizzabile, pensino a tutelare il territorio”

di Redazione
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Anche Cgil, Cisl e Uil, dopo la Camera di Commercio, sono intervenute sul tema dell’autostrada tirrenica. Ecco le mie considerazioni sulle ragioni espresse delle 3 sigle sindacali“.

A dichiararlo è Marco Sabatini, esponente grossetano di Sinistra Italiana.

“‘Sulla realizzazione del corridoio tirrenico, Cgil, Cisl e Uil hanno la stessa posizione unitaria sin dal 2008 e oggi coerentemente la rivendicano’ dichiarano i sindacati – afferma Sabatini -. Nel 2008 c’era un progetto autostradale approvato da praticamente tutti gli enti locali perché totalmente diverso da quello attuale. Aggiungeva un’infrastruttura alla Maremma, non gliela sottraeva. I residenti non pagavano, né a sud né a nord. Erano previste importanti opere di collegamento verso tutta la costa maremmana. Quel progetto che costava 4 miliardi, non esiste più. E’ morto, sepolto e non più replicabile. Ed è sostituito da una ‘roba’ che costerà a Sat 4 volte di meno ed a tutti noi tanto di più“.

“‘L’autostrada è un’infrastruttura necessaria allo sviluppo di questo territorio, a maggior ragione tenendo conto della prolungata congiuntura economica caratterizzata da stagnazione e deflazione, e dell’elevato tasso di disoccupazione che ci affligge’, affermano i sindacati – continua Sabatini -. Sono certo che i sindacati convengano con me che quello che serve alla Maremma è un’infrastruttura sicura e ben percorribile da integrare con un sistema di mobilità ferroviaria più efficiente; non credo che ai sindacati interessa aumentare i profitti di Sat, credo invece interessi limitare i costi della mobilità per i cittadini maremmani“.

“‘… Sat deve assicurare forme di pedaggio sostenibili, la tutela degli interessi delle comunità lambite dall’autostrada e la realizzazione di complanari adeguate a sostenere il traffico locale e quello in uscita dall’autostrada’ continuano i sindacati – sottolinea Sabatini -. Tutto questo nel progetto Sat non c’è e, come sottolineato nella recente conferenza dei servizi, non sono previste modifiche sostanziali al progetto che, ricordo, non è sostenuto neanche da un piano finanziario. L’obiettivo di Sat è solo arrivare all’approvazione del definito ed i motivi li ho spiegati recentemente“.

“‘La conferenza dei servizi è in corso e pur consapevoli delle difficoltà a raggiungere la quadratura del cerchio, ci auguriamo che alla fine si arrivi a un tracciato condiviso e che presto inizino i lavori per realizzare l’infrastruttura’, dichiarano i sindacati – continua Sabatini -.  La quadratura del cerchio non ci può essere perché le nozze con i fichi secchi non si fanno. Da 50 anni si discute del corridoio tirrenico e adesso questo territorio dovrebbe accettare il tracciato, come giudicato nel 2013 dalla Provincia di Grosseto in accordo con tutte le categorie economiche e sociali della Maremma, peggiore che si potesse presentare?“.

“‘L’efficienza dei collegamenti viari, infatti, è un nodo cruciale per lo sviluppo economico della provincia e non ci possiamo permettere di procedere a macchia di leopardo, lasciando indietro pezzi di territorio’ , dichiarano i sindacati – continua Sabatini -. Il progetto Sat è già a macchia di Leopardo: a nord di Grosseto rimarrà (forse, ma ho dei seri dubbi) l’Aurelia pubblica e gratuita; a sud un’autostrada a pagamento, tra l’altro carissima. I sindacati sono d’accordo con questa disparità di trattamento che disattende anche tutti gli atti fatti nel corso degli anni dallo Stato, dalla Regione e degli Enti locali?“.

“‘Alla politica, pertanto, chiediamo di mettere in secondo piano campanilismi e interessi di schieramento, concentrandosi sull’individuazione di soluzioni percorribili sulle quali fare fronte comune con Sat, Governo e Regione. Il tempo stringe e la Maremma rischia di scomparire dalla mappa socio economica della Toscana’, terminano i sindacati – conclude Sabatini -. Alla politica i sindacati dovrebbero chiedere investimenti pubblici per la Maremma, come si verifica altrove, vedi Piombino, dove la strada che doveva realizzare proprio Sat sarà fatta con soldi pubblici; ai sindacati invece chiedo di continuare a battersi come giustamente fanno per lo sviluppo ed il lavoro senza però dimenticare la qualità ambientale di un territorio come quello maremmano che, dal turismo all’agricoltura, porta con se enormi potenzialità economiche ed occupazionali che potrebbero concretizzarsi con un’Aurelia pubblica, sicura e gratuita. Com’è del resto a nord di Grosseto“.

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