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Il vescovo Rodolfo incontra i giornalisti: “Comunicate fiducia per riannodare il filo della speranza”

di Roberto Lottini
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E’ necessario comunicare fiducia in un tempo difficile, con l’obiettivo di riannodare il debole filo della speranza per farlo diventare un gomitolo“.

Con queste parole, il vescovo Rodolfo si è rivolto ai giornalisti delle testate locali e degli uffici stampa istituzionali, che ha incontrato questa mattina nel palazzo vescovile per celebrare, a qualche giorno di distanza, la festa di San Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione.

Monsignor Cetoloni ha consegnato ai giornalisti presenti il messaggio di Papa Francesco per la 52^ Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, in programma il prossimo 28 maggio, e un piccolo gomitolo, proprio per dare un significato simbolico, ma allo stesso tempo concreto, alle parole con cui ha esordito nell’incontro.

Vi ringrazio per il lavoro che svolgete quotidianamente e per l’attenzione che riservate con puntualità alla nostra Diocesi – ha proseguito il vescovo  -. Il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali mi offre alcuni spunti di riflessione. Qualsiasi concetto che comunichiamo provoca una continua elaborazione tra le persone e Dio ha riempito la storia con la sua Parola: non bisogna mai dimenticarlo e chi è stato in grado di accoglierla, è diventato anche un grande comunicatore“.

Stiamo vivendo in un periodo difficile, anche per quanto riguarda la vostra occupazione – ha sottolineato monsignor Cetoloni rivolgendosi ai giornalisti –, ma è necessario mantenere dentro voi stessi il legame tra quello che siete e la notizia che fornite ai vostri lettori“.

Insieme al vescovo, era presente anche Alessandro Gisotti, vice caporedattore di Radio Vaticana, che di recente ha pubblicato il libro “Il decalogo del buon comunicatore secondo Papa Francesco”, presentato oggi a Grosseto, ovvero dieci buone regole che il Papa offre per essere comunicatori di misericordia. Un piccolo contributo di riflessione per una comunicazione che sappia mettere al centro la persona, sempre e comunque.

E’ bello tornare a Grosseto dopo aver presentato qui, l’anno scorso, il mio libro sulle omelie del Papa a Casa Santa Marta – ha sottolineato Gisotti -. Il Santo Padre sta mettendo in atto una grande riforma dei media vaticani, integrandoli fra di loro. Il lavoro di giornalista è un mestiere artigianale, che va svolto con le mani, ma anche con la mente e con il cuore. E anche Papa Francesco ci invita a lavorare con le mani, con il cuore e con la mente“.

Ormai solo la cattiva notizia sembra avere appeal tra i lettori e, proprio per questo, fra i professionisti dell’informazione è considerata ‘buona’ – ha continuato Gisotti -. Il Papa ci chiede di spezzare questo circolo vizioso: il Santo Padre non vuole che non si racconti il dolore, ma desidera che mettiamo le lenti alla buona notizia, che è quella portata dal Vangelo“.

“Per il Papa la comunicazione è più di una strategia – ha concluso Gisotti -. L’amore per sua natura è la forma di comunicazione più naturale, tale sentimento è insito nell’uomo e quindi chiunque può essere un buon comunicatore. Per Papa Francesco la comunicazione è sacra, è la scintilla dell’essere vivente, e il Santo Padre ha fatto della comunicazione uno dei principi del suo pontificato“.

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