In programmazione a Grosseto – The Space Cinema
Caterina (Cristiana Dell’Anna) e Martino (Alessandro Siani) sono fratello e sorella. I due si sono trasferiti da Napoli alla Svizzera, scontando la differenza tra il calore del Sud e la freddezza della nazione elvetica. Mentre Caterina ha un lavoro da donna delle pulizie, Martino passa le giornate sul divano, indolente e costantemente stanco; il suo mantra è “ma chi me lo fa fare”, risposta alle richieste della sorella di trovare anche lui un’occupazione. Pessimismo di comodo per una vita di ozio.
A seguito di un incidente, però, Caterina si ritrova con una gamba rotta e questo significa che non può lavorare e che le cure richiedono una consistente somma di denaro. Così sarà proprio Martino a sostituire la sorella a casa del del Dottor Guglielmo Gioia (Diego Abatantuono), un coach motivazionale, famosissimo e strapagato, meglio conosciuto come Mister Felicità.
Ben presto Martino deciderà di fare un salto di qualità, approfittando dell’assenza del Dottor Gioia per spacciarsi lui stesso per Mister Felicità. Si sostituirà quindi al coach con i suoi clienti, fino alla pattinatrice Arianna Crof (Elena Cucci), triste e depressa per una sfortunata caduta durante un’esibizione che le ha fiaccato il morale e l’ha indotta a pensare all’abbandono. Non sarà una cliente come le altre, perché Martino finirà per innamorarsene e le cose non saranno semplici: ci sarà da fronteggiare l’opposizione della madre (Carla Signoris) e da scoprire l’insospettata identità del padre di Arianna.
Mister Felicità è il terzo film in cui Siani si cimenta alla regia. Come spesso accade quando un comico decide di realizzare i propri lungometraggi, si ripropone un cliché che ha dimostrato di funzionare in passato. In questo caso, il comico napoletano ci ripropone molto de Il principe abusivo, giocando sulla contrapposizione di classe sconfitta dal sentimento.
Le minestre riscaldate, però, difficilmente funzionano ed infatti il film dimostra immediatamente di non possedere una struttura omogenea, essendo invece costituito da una serie di gag più che da una vera e propria trama. La sceneggiatura è quasi impalpabile, generando così situazioni decisamente poco credibili. Si aggiunga che gli sketch sono logori e per nulla divertenti, una spiacevolissima situazione di “già visto” che ne azzera l’impatto comico.
Delle premesse così scadenti fanno sì che persino due attori dal provato talento e dalla grande esperienza come Diego Abatantuono e Carla Signoris si trovino in profondo imbarazzo e forniscano una prestazione assolutamente opaca e dimenticabile. Anzi, danno spesso l’impressione di essere fuori posto e non saper bene cosa fare.
Il dilemma che Siani deve affrontare è se sia in grado di proporre un nuovo plot e quindi finalmente dare di nuovo corpo al suo cinema, oppure continuare a mettere a disposizione di sceneggiature altrui la sua comicità, come sperimentato con successo in Benvenuti al Sud.

