Home GrossetoCultura e Spettacoli GrossetoA Follonica va in scena “Romanina”, la storia di un uomo che rivendicava l’identità femminile

A Follonica va in scena “Romanina”, la storia di un uomo che rivendicava l’identità femminile

di Redazione
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La “Piccola Compagnia Instabile Teatro off 106” di Follonica assieme all’Associazione Olympia de Gouges ed al Punto di Ascolto Antiviolenza di Follonica presentano, giovedì primo dicembre alle 21:15, al Teatro Fonderia Leopolda,“Romanina” con Anna Meacci, di Luca Scarlini e A. Meacci. Regia di Giovanni Guerrieri.

Una scelta forte per “La giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, una proposta forte ed una storia vera per rivendicare la dignità ed il diritto a vivere se stessi e la propria vita.
“Altro che Romano, tu sei una Romanina” si sentiva ripetere Romano Cecconi dai suoi compaesani della Garfagnana. Ma non era un atteggiamento solo del piccolo paese, era un’Italia bigotta ed impreparata quella che affrontava la “Romanina”. A Firenze e non solo indossava la parrucca, il trucco e gli abiti femminili per rappresentare se stessa, come si sentiva e, al tempo stesso, sbattere in faccia in modo provocatorio ciò che avrebbe voluto essere. Romina Cecconi è stata tra le prime in Italia a cambiare sesso e la sua storia è stata un segno importante di un costume che cambiava e di cui fu clamorosamente protagonista. Nel 1972, il Tribunale di Lucca dette validità legale al suo desiderio ed alla sua scelta, dopo una lotta durissima tutta fatta a testa alta, tra umiliazioni, carcere, provocazioni (ricevute e fatte), luci di umanità. Nel 1975, riassunse nel libro “lo la Romanina” le ragioni della sua scelta e le peripezie di un percorso che, per quanto accidentato, è narrato sempre con piglio deciso e con humour tagliente che non indietreggia di fronte alle prevaricazioni di una legge che la volle prima nel carcere maschile e poi in quello femminile.

Anna Meacci prosegue il proprio itinerario ricco di interventi sulle storture della normalità e sulle apparenti follie del vivere sociale, ripercorre questa vicenda, tra ironia e pietas, raccontando allo stesso tempo un pezzo di storia del Belpaese e delle sue numerose contraddizioni. Anna Meacci presenta nel monologo la storia di Romano e Romina Cecconi, anima e corpo del diritto all’identità sessuale, con tenerezza e forza, comicità e drammaticità, ricco di speranze.

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