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Al via i lavori per la realizzazione della struttura residenziale per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, a Casa Mora, nel comune di Castiglione della Pescaia.
Una volta completato (la previsione è per i primi mesi del 2018), il complesso sarà l’unico di questo tipo nella Asl Toscana sud est, con modalità organizzative che si rifanno a esperienze consolidate come quella del centro di Todi, la cui responsabile ha dato il proprio contributo allo studio del progetto.
L’avvio dei lavori è stato presentato oggi pomeriggio alla stampa e ai cittadini, in un incontro pubblico cui ha partecipato l’assessore regionale al diritto alla salute, Stefania Saccardi, e il consigliere regionale Leonardo Marras.
Insieme al sindaco di Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani, e agli amministratori del Comune, erano presenti all’incontro il presidente della Società della salute Area Grossetana, Francesco Limatola, la dottoressa Laura Dalla Ragione, responsabile del centro per i Dca di Todi, che ha collaborato alla stesura del progetto, la direzione Aziendale della Asl Toscana sud est, l’area tecnica e gli operatori sanitari coinvolti nel progetto, l’associazione Perle onlus, che collabora con la Asl nel portare avanti le attività della struttura semiresidenziale di Grosseto, “Il mandorlo”.
“Casa Mora – ha spiegato il direttore della Asl Toscana sud est, Enrico Desideri, aprendo l’incontro – è destinata ad accogliere e ospitare i pazienti che soffrono di anoressia, bulimia e disordini dell’alimentazione incontrollata, con bisogni particolari, che richiedono lunghi percorsi terapeutico-riabilitativi. I Dca sono un fenomeno, purtroppo, sempre più diffuso e difficile da trattare, che investe una fascia di età più ampia che in passato, con esordi già nella preadolescenza. Affrontare questi problemi richiede non solo grande competenza professionale nelle equipe che prendono in carico i pazienti, ma anche strutture adeguate ad accoglierli e a curarli, come appunto quella che oggi stiamo presentando”.
Il progetto è stato voluto anche dalla Regione Toscana, che ha trovato, negli anni, la piena e fattiva collaborazione del Comune di Castiglione della Pescaia e della ex Asl di Grosseto. L’Azienda sanitaria, peraltro, già dal 2008 ha un avviato l’attività del Centro aziendale per i Dca, un percorso ambulatoriale affiancato, dal 2011, dalla struttura semiresidenziale, “Il Mandorlo”.
La struttura
L’investimento totale per la realizzazione di Casa Mora è di circa 3 milioni e 500 mila euro. Il complesso edilizio ha una superficie di oltre 1.500 metri quadrati, distribuiti su 3 edifici, di cui uno esistente che sarà ristrutturato. All’esterno la superficie è di circa 6.600 metri quadrati, che comprendono spazi verdi, parcheggi e viabilità interna.
Il progetto, che fino alla fase preliminare è stato realizzato dall’Area tecnica dell’Azienda con il supporto degli operatori sanitari del centro “Il Mandorlo”, in collaborazione con l’associazione Perle onlus, prevede un nucleo con 20 posti letto residenziali e una parte diurna-semiresidenziale. Sono previsti anche spazi comuni e di socializzazione, un’area destinata alla valutazione medica, alle attività terapeutiche e riabilitative.
L’obiettivo è quello di creare un ambiente “protetto”, pensato prevalentemente per ospiti giovani, che sono la grande maggioranza delle persone affette da questi disturbi. La realizzazione, peraltro, è disciplinata da una apposita previsione del piano strutturale a dalle varianti urbanistiche, approvate negli ultimi anni dal Comune, che ne hanno consentito l’ampliamento fino alla volumetria attuale.
La struttura, inoltre, è valorizzata dal contesto ambientale di particolare bellezza e suggestione, che si concretizza nell’utilizzo dello spazio aperto al centro degli edifici disposti a corona, dove, quando le condizioni climatiche lo consentiranno, si svolgeranno le principali attività ricreative e di socializzazione.
“La Regione ha previsto una struttura residenziale per il trattamento dei Dca in ciascuna area vasta. Questi disturbi, purtroppo sono sempre più diffusi e la loro complessità richiede un approccio terapeutico e riabilitativo particolare – ha sottolineato l’assessore regionale alla salute, Stefania Saccardi -. Per la zona sud della Toscana, sarà questo il centro di riferimento pubblico, che farà proprio un progetto e una esperienza consolidata da anni nell’Azienda sanitaria. Peraltro, inserito in un contesto ambientale di grande pregio e valore, che aggiunge pregio e valore al progetto stesso“.
“Siamo estremamente soddisfatti di questa giornata, che rappresenta un traguardo significativo per tutti noi, perseguito a lungo e con grande impegno da questa amministrazione. Desidero ringraziare la Regione Toscana e la Asl, che hanno portato avanti il progetto di Casa Mora con grande convinzione, credendo fortemente nella validità di questo percorso – ha dichiarato il sindaco di Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani -. Sono fermamente convinto che Castiglione della Pescaia rappresenti un valore aggiunto all’intero progetto, per la qualità ambientale, per la presenza di strutture e servizi, non ultimo per la nostra capacità di accoglienza”.
“La risposta migliore che possiamo dare ai cittadini di fronte alle continue polemiche e agli attacchi, per lo più strumentali, che vengono costantemente mossi alla riforma sanitaria, sono i fatti concreti che migliorano l’efficienza e i servizi del nostro sistema sanitario – ha commentato il consigliere regionale Leonardo Marras –. Il progetto della residenza di Casa Mora ne è un esempio: ci hanno accusato di voler privatizzare la sanità, investiamo 3milioni e mezzo di euro per realizzare una struttura pubblica per la cura dei disturbi del comportamento alimentare, che sarà la prima realtà di questo genere in Toscana e diventerà riferimento per l’area sud della regione, ma non solo. Un investimento che è stato possibile solo grazie all’efficentamento della spesa ottenuto proprio con la riforma sanitaria e che conferma l’attenzione per lo sviluppo della sanità grossetana di cui dobbiamo essere orgogliosi“.

Cosa sono i disturbi del comportamento alimentare
Secondo la comunità scientifica internazionale, i disturbi del comportamento alimentare (Dca) rappresentano una vera e propria emergenza sanitaria e sociale, per gli effetti devastanti sulla salute e sulla vita di adolescenti e giovani adulti. Sono, infatti, condizioni molto complesse, caratterizzate da una grave alterazione del rapporto con il cibo e con il proprio corpo, che hanno origine in dinamiche biologiche, psicologiche, relazionali e sociali. Possono compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e, nei casi più gravi, portano alla morte.
Per questo, il loro trattamento deve essere affrontato con un approccio interdisciplinare integrato, in strutture di cura specializzate.
Le forme più comuni dei Dca sono l’anoressia, la bulimia e i disturbi da alimentazione incontrollata (Dai, in inglese Bed – Binge eating disorder), l’ultimo dei quali sempre più frequente e incluso di recente fra i Dca. In realtà la distinzione fra questi disturbi non può essere così netta, perché spesso i sintomi “migrano” da un disturbo all’altro, rendendo più complessa la diagnosi e più complicata la cura psicoriabilitativa.
Colpiscono in prevalenza le donne giovani, anche se la fascia di età si è ampliata con casi già nei bambini, nella preadolescenza e con la tendenza a manifestarsi anche in età adulta. Negli ultimi anni, inoltre, è aumentato il numero dei maschi che soffrono di Dca, con un rapporto stimato in 9 a 1.
Studi epidemiologici internazionali stimano che lo 0.3 % delle donne tra i 12 e i 22 anni soffra di anoressia nervosa e l’1-2% di bulimia nervosa. Tra il 3 e il 6% della popolazione sarebbe affetto dai disturbi alimentari non altrimenti specificati (dati Ministero della salute).
In Italia i Dca interessano circa 2 milioni di giovani e i numeri sono piuttosto allarmanti: ogni 1000 adolescenti, circa 100 soffrono di questi disturbi in forme meno gravi, mentre 10-20 soffrono delle forme più gravi di anoressia e bulimia.
La Toscana e la provincia di Grosseto non si discostano dal dato nazionale, con una maggioranza di casi di Dca legati ai disturbi da alimentazione incontrollata, seguiti da bulimia e anoressia, con una netta maggioranza, in tutti i casi, delle femmine sui maschi.
Diagnosi, cura e presa in carico di pazienti con Dca nella Asl
In provincia di Grosseto, dal 2008, la Asl ha attivato un Centro aziendale per i disturbi del comportamento alimentare (con sede all’ospedale Misericordia), con un team di specialisti (medici, psicologi, dietisti) che si occupano di fare diagnosi, individuare il percorso terapeutico e seguire i pazienti dal punto di vista medico e psicologico. Il Centro fa capo all’Unità funzionale di salute mentale adulti, diretta dal dottor Giuseppe Cardamone, mentre il responsabile dei percorsi terapeutico-riabilitativi (e della struttura semiresidenziale, è il dottor Maurizio Riccetti).
Da dicembre 2011, l’attività ambulatoriale è stata affiancata da una struttura semi-residenziale di secondo livello, “Il Mandorlo”, realizzata e gestita dalla Asl, grazie anche alla collaborazione dell’associazione “Perle Onlus”, che ha contribuito alla ristrutturazione e ha donato gli arredi.
“Il Mandorlo” è, ad oggi, l’unica struttura interamente pubblica della Usl Toscana sud est dedicata ai Dca e accoglie pazienti anche da Siena, Livorno, Viterbo, Empoli. Offre un trattamento intensivo di tipo semi-residenziale (durante le ore del giorno, escluso il pernottamento), può accogliere fino a 8 pazienti, tra i 13 e i 35 anni. Ciascuno di loro ha un proprio programma terapeutico e riabilitativo, elaborato dall’equipe multidisciplinare, che comprende controlli medici, riabilitazione nutrizionale, psicoterapia individuale e di gruppo, sostegno ai familiari e attività socio-ricreative condotte da volontari dell’associazione Perle.
Come si accede alle cure dell’equipe per i Dca
Il primo accesso, di solito è ambulatoriale: il paziente si presenta con la richiesta del medico o pediatra di famiglia, oppure dello specialista. Viene valutato dall’equipe multidisciplinare, che stabilisce se occorre il percorso ambulatoriale o quello semiresidenziale. L’accesso avviene anche in maniera diretta, telefonando al numero 0564/483346. Il Mandorlo si trova nei locali di fronte alla Diabetologia (al piano –1 dell’ospedale Misericordia) ed è aperto dal lunedì al giovedì dalle 7.45 alle 20, il venerdì dalle 7.45 alle 17, chiuso il fine settimana e i festivi.
Nel 2015 i pazienti che si sono rivolti al Centro aziendale per i Dca – a Grosseto e negli ambulatori territoriali – sono stati 172, di cui 124 seguiti in ambulatorio, 23 seguiti al “Mandorlo”, 25 inseriti nel percorso giornaliero “Oneday treatment” (nel 2013 sono stati 131, nel 2014 , invece, 125. Alla data del 31 ottobre 2016, sono 165)
In questi casi i Dca sono conclamati. La maggior parte dei casi seguiti al “Mandorlo” sono disturbi da alimentazione incontrollata, seguiti dalla bulimia e con meno frequenza, dall’anoressia

