Home GrossetoReferendum, il documento dei Popolari per l’Italia: “Ecco perchè votare No”

Referendum, il documento dei Popolari per l’Italia: “Ecco perchè votare No”

di Redazione
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Nei giorni scorsi si è svolta a Grosseto la riunione degli aderenti e simpatizzanti del partito dei Popolari per l’Italia sul referendum.

Dopo un ampio confronto, è stato approvato all’unanimità il documento dei membri del nazionale, che riportiamo integralmente:

“1) No perchè non si cambia la Costituzione con un colpo di mano di una finta maggioranza.

Questa è la riforma di una minoranza che, grazie alla sovra rappresentazione parlamentare fornita da una legge elettorale già dichiarata (anche per questo motivo) illegittima dalla Corte costituzionale, è divenuta maggioranza solo sulla carta. Una simile maggioranza non può spingersi fino a cambiare, con un violento colpo di mano, i connotati della Costituzione.

2) No perchè quella italiana era la costituzione di tutti.

Il metodo utilizzato nel processo di riforma è stato il peggior modo di riscrivere la Carta di tutti: molteplici forzature di prassi e regolamenti hanno determinato nelle Aule di Camera e Senato spaccature insanabili tra le forze politiche, giungendo al voto finale con una maggioranza racimolata e occasionale. Quello stesso Parlamento la cui composizione è deformata e alterata da un premio di maggioranza illegittimo, e che ha visto in quasi tre anni ben 244 membri (130 deputati e 114 senatori) cambiare gruppo principalmente per sostenere la maggioranza, ha infatti portato avanti la riforma, su richiesta dell’Esecutivo, utilizzando gli strumenti parlamentari più estremi, con spesso cancellazione delle garanzie e delle prerogative riconosciute all’opposizione“.

3) No perchè ilreferendum ha un vizio giuridico d’origine.

Alla mancanza di legittimazione della riforma in atto non potrà sopperire nemmeno il referendum. Quest’ultimo, infatti, non può essere sostitutivo di una deliberazione viziata nel suo fondamento. Soprattutto se la riforma è stata costruita per la sopravvivenza di un Governo e di una maggioranza privi di qualsiasi legittimazione sostanziale, come confermato dall’enfasi che è stata posta dallo stesso Presidente del Consiglio sul futuro risultato referendario, che ha trasformato il referendum su testo costituzionale in una sorta di macro questione di fiducia su se stesso.

4) No perchè la Costituzione deve unire e non dividere. 

La Costituzione costituisce l’identità politica di un popolo. E’ stato così nel miracolo costituente del 1948, con una Costituzione approvata quasi all’unanimità e che ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del nostro Paese. Certamente quell’impianto necessita di riforme, che si inseguono invano da decenni, ma questa riforma costituzionale per il suo codice genetico e per i suoi contenuti destituisce il meglio della tradizione democratica del nostro Paese: divide anziché unire, lacera anziché cucire, porta le cicatrici di una violenza di una parte sull’altra. Questa riforma nasce già fallita.

5) No perchè il combinato disposto con la legge elettorale porta ad un Premierato assoluto.

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