“La democrazia e il principio di alternanza democratica hanno vinto ad Orbetello e, come coordinatore del circolo di Sinistra Italiana della Costa d’Argento, porgo le mie congratulazioni per la vittoria ad Andrea Casamenti“.
A dichiararlo è Alessandro Brunini, coordinatore del circolo di Sinistra Italiana della Costa d’Argento.
“La sera, durante lo spoglio, mi sono anche voluto recare nelle sale del Comune per complimentarmi personalmente con il neosindaco perchè penso che il confronto democratico debba basarsi sul rispetto istituzionale reciproco e nel confronto democratico – spiega Brunini – . Adesso cominceranno i cinque anni di Giunta Casamenti e sul tavolo lo attendono sfide decisamente impegnative a partire dai nodi sulla sanità, tra cui occupazione e i tagli al territorio, e la ovvia questione autostrada. Il tempo della campagna elettorale è finito. Questi due temi rischiano di esplodere in mano al nuovo primo cittadino in tempi anche abbastanza brevi. Anche se noi siamo fuori il consesso consiliare, staremo sulla palla per difendere quelli che sono i diritti dei cittadini“.
“La sanità locale ha bisogno di quel rilancio che se non attuato rischia di non fornire i servizi di cui i cittadini hanno bisogno. Il sindaco di Orbetello, nell’ambito della conferenza dei sindaci, a lui di colore politico ora decisamente favorevole, se si esclude il sindaco di Capalbio, ha il potere di effettuare scelte decisive per il territorio ed affrontare le diverse domande di salute. Staremo a vedere – continua il coordinatore –. Sull’autostrada siamo pronti a dare battaglia senza quartiere: non solo siamo fortemente contrari, ma in particolare lo siamo nei confronti di quel progetto scellerato che avrebbe sventrato in due Orbetello, che proprio il centrodestra aveva proposto poco più di cinque anni fa. Noi ci auguriamo che Casamenti abbia, rispetto ai suoi predecessori, uno sguardo rinnovato“.
“La terza grande questione riguarda il piano regolatore, che dovrà essere redatto prossimamente dall’amministrazione comunale. Non facciamo mistero che destra e sinistra, che esistono ancora contrariamente a quel che pensano gli attivisti del Movimento 5 Stelle, hanno visioni diverse sullo sfruttamento del territorio. Chiariamoci subito: Orbetello non ha assolutamente bisogno di altro cemento e di altre seconde o terze case – sottolinea Brunini -. Crediamo che la strada della cementificazione selvaggia ad uso di un turismo non compatibile con le esigenze dei cittadini e che lo sviluppo sostenibile con un territorio fragile come è il nostro sia la stella polare che deve guidare le scelte future. Su questo vigileremo“.
“Alcune parole poi su quello che è stato il nostro principale alleato in questa tornata elettorale: il Partito Democratico. Non ci nascondiamo e ribadiamo con forza nella bontà del progetto da noi scelto di aver voluto stare con una persona, Monica Paffetti, quale garante dello sviluppo del comune orbetellano, facendo scelte anche in contrasto con i vertici del suo partito, a difesa del proprio territorio. Da oggi riprendiamo il nostro cammino e usando parole non nostre, ma di uno che sarebbe dovuto rimanere a Firenze, invece di venire a Orbetello nei giorni scorsi: «Se il Pd si sposta verso il centro e qualche volta anche oltre, perde la sua anima e il suo radicamento sulla sinistra. Bisogna stare molto attenti soprattutto in una regione come la nostra» – continua il coordinatore -. Che il centrosinistra in questi cinque anni passati abbia pagato lo scotto di aver voluto sempre e comunque dialogare con una componente politica che non stava nelle corde del proprio dna è sotto gli occhi di tutti ed è stata una delle cause della sconfitta avvenuta“.
“Noi andiamo anche oltre. I metodi usati fin qui dal Partito Democratico per approvare riforme sia a livello regionale, come per il varo della riforma del sistema sanitario regionale, o i recenti tagli sull’assistenza sanitaria territoriale, sia a livello nazionale (la legge elettorale, la riforma costituzionale che abolisce il bicameralismo perfetto, arrivando alla accettazione del Ttip), hanno escluso le forze democratiche dal dibattito e dal contributo che sarebbe stato doveroso. Con la fine dell’esperienza di Monica Paffetti, forse desiderato anche da una buona parte del suo partito, finisce qui la possibilità di un percorso comune, a meno che non vengano presi cambi di rotta che lo stesso Rossi sembra aver indicato agli organi del suo partito – spiega Brunini -. Appare chiaro che per noi da oggi non c’è possibilità di dialogo con questo Partito Democratico e che siamo fortemente alternativi ad esso sulle maggiori questioni di profilo regionale e nazionale. Del resto, proprio a partire dal Jobs Act e dal referendum costituzionale previsto ad ottobre, saremo antitetici alle scelte distruttive fatte, a nostro avviso, a danno dei cittadini. Noi siamo in campo e intendiamo restarci a lungo per crescere con e per i cittadini, per amore del dibattito costruttivo, e non per fare autoreferenzialità di cui nessuno oggi ne sente il bisogno“.
“A chi infine parla ad Orbetello di centrosinistra diviso, ricordiamo che sulla scheda elettorale era presente una sola lista di centrosinistra – conclude Brunini -. Non vorremmo che, dopo aver dichiarato di non voler sostenere la Paffetti, e dopo esser completamente sparito dal dibattito con tutti i componenti del centrosinistra, dopo aver perso le primarie, qualcuno il giorno del voto si sia un po’ confuso“.

