“Viviamo un momento storico in cui al lavoro culturale sono affidati compiti di particolare rilevanza economica e sociale: conservare i beni culturali e valorizzarli per promuovere il turismo, educare i cittadini al rispetto dei valori civili attraverso la cura del bene pubblico, dare senso alla vita di una comunità in un determinato territorio, stimolare e far crescere la creatività delle persone attraverso la produzione e la fruizione delle opere d’arte”.
A dichiararlo è Lorenzo Mascagni, candidato a sindaco di Grosseto per la coalizione di centrosinistra.
“Si tratta di finalità che interessano tutti i cittadini, da perseguire attraverso lo sforzo di tutte le istituzioni e delle organizzazioni del settore, pubbliche e private. E si tratta di obiettivi primari e fondamentali – spiega Mascagni -. In questo contesto, il futuro assessorato alla cultura non potrà limitare il suo operato alla selezione o meno di alcune produzioni artistiche, opere teatrali, mostre d’arte, rassegne ed eventi, da proporre a una parte del pubblico cittadino all’interno delle strutture pubbliche. Nei prossimi cinque anni sarà necessario dedicarsi soprattutto alla valorizzazione delle risorse culturali materiali e immateriali, alla creazione di continue occasioni di incontro tra chi produce e chi fruisce l’arte nella nostra città, al coordinamento delle iniziative delle istituzioni pubbliche e private e al reperimento di risorse per la realizzazione di progetti da parte dei molti soggetti presenti sul territorio, al fine di garantire pluralismo e partecipazione”.
“Per affrontare queste sfide metteremo in campo un piano di lavoro di grande respiro, ispirato alle idee e alle opere dello scrittore e traduttore Luciano Bianciardi, il cui centenario della nascita ricorrerà nel dicembre del 2022, esattamente allo scadere del prossimo mandato elettorale – continua il candidato -. Il piano, che sarà messo a punto nei cento giorni di lavoro della nuova Giunta e attraverso il coinvolgimento del maggior numero possibile di organizzazioni e istituzioni cittadine, metterà a frutto tre grandi potenzialità della nostra comunità cittadina che ancora non sono state valorizzate a sufficienza e che spesso, ingiustamente, vengono percepite come dei limiti”.
“La prima potenzialità è rappresentata dal rapporto di Grosseto con le altre culture e le altre lingue, simboleggiato in Bianciardi attraverso la sua straordinaria opera di traduttore. La nostra città, nata da migrazioni antiche e, soprattutto, recenti, è caratterizzata da una grande mobilità dei giovani, che si spostano per studiare e per lavorare – prosegue Mascagni –. È una città, inoltre, che cerca di intercettare i flussi turistici provenienti dall’estero al fine di promuovere lo sviluppo economico. La valorizzazione della figura e dell’opera di Bianciardi attraverso progetti culturali europei sarà una delle chiavi per la creazione di nuovi contatti e nuove occasioni di crescita culturale ed economica, per creare lavoro di qualità, ma anche per aumentare le competenze linguistiche e comunicative di chi dovrà gestire quel lavoro o di chi sceglierà di mettersi in movimento”.
“La seconda potenzialità è costituita da tutte le persone che producono arte e da quelle che, più in generale, fanno ricorso ai prodotti artistici per migliorare la qualità della loro vita. Per quanto siano poco visibili, sono tanti i residenti a Grosseto che vedono nell’arte una risorsa fondamentale per il proprio benessere – continua il candidato -. Sono persone che compongono, scrivono (anche sui muri), recitano, suonano, e poi frequentano il cinema, i teatri, i musei, i locali, oppure, viste le possibilità offerte dalle tecnologie digitali, fanno le loro esperienze estetiche all’interno delle loro case, nei loro studi di registrazione o nei garage. Bianciardi, che è il più riconosciuto e il più contemporaneo tra gli artisti che si sono formati nella nostra città, sarà il nume tutelare di tante iniziative di promozione e di valorizzazione dell’arte che dovranno migliorare il benessere e la consapevolezza di tutti i cittadini, a partire dalla riapertura della Biblioteca Chelliana nel centro storico”.
“La terza potenzialità è simboleggiata dal Bianciardi bibliotecario, inventore e promotore del bibliobus, che andava in giro per le campagne e i villaggi minerari a distribuire libri. Si tratta di un particolare talento dei grossetani, abituati a fare cultura in condizioni difficili, senza snobismi ed elitarismi, abbattendo i confini tra centro e periferia. È un’idea democratica di cultura, fondata sulla ricerca costante di soluzioni pratiche ai problemi più urgenti della società – conclude il candidato -. Negli ultimi anni noi grossetani abbiamo dimostrato tutta la nostra capacità inventiva nell’uso delle tecnologie digitali per l’educazione degli adulti e per l’istruzione universitaria, ma anche nello sviluppo di progetti partecipativi dedicati all’arte e anche alla scienza, con la cosiddetta citizen science, la scienza dei cittadini. Ora si tratta di far diventare queste esperienze, insieme a molte altre che forse ancora non conosciamo, delle pratiche riconosciute, in modo da posizionarci non alla periferia della cultura regionale o nazionale, ma in uno dei nodi fondamentali della rete della cultura europea”.

