Home GrossetoAmbiente GrossetoPrimi esiti delle analisi Arpat delle sabbie di Marina: assenti gli idrocarburi

Primi esiti delle analisi Arpat delle sabbie di Marina: assenti gli idrocarburi

di Redazione
0 commenti 6 views

In relazione ai lavori di pompaggio di sabbie dall’area portuale di Marina di Grosseto ed il loro riversamento sul vicino litorale, operatori ARPAT del Dipartimento di Grosseto, sabato 23 aprile, hanno effettuato un sopralluogo prelevando alcuni campioni, che sono stati analizzati presso i laboratori dell’Agenzia.

Nei campioni di sabbie prelevati nel punto di sversamento della tubazione che refluiva sedimenti provenienti dal Lato Sud Porto ed in quella che refluiva sedimenti provenienti dall’Avamporto, risultano assenti gli Idrocarburi Totali, mentre le concentrazioni di Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) totali rientrano nel Valore Chimico di Base (definito come “valore di concentrazione chimica prossimo ai ‘valori naturali di fondo’ riscontrati nei sedimenti di una specifica area marina, relativamente priva di contaminazione antropica, per i quali non siano stati evidenziati effetti di tossicità nei confronti di più specie test” – Quaderno Icram n.1, 2002, e succ. 2007).

Per il parametro PCB le attività analitiche sono ancora in corso.

L’Arpat ha definitivamente certificato quale bufala fosse rappresentata dal famigerato video sui presunti sversamenti di idrocarburi a Marina.

Il commento di Emilio Bonifazi

Chiunque conosce anche un po’ le nostre spiagge, la storia del porto e le operazioni condotte da anni in quell’area ha già chiarito da tempo che certi scoop da social network sono frutto dell’operato di irresponsabili incapaci anche di distinguere il petrolio dalla sabbia, ma i danni ormai sono stati fatti. Non è infatti quantificabile quante siano le persone che hanno cliccato quel video diffuso in rete e ripreso dai media – spiega il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi. E adesso i danni agli operatori di Marina e alla nostra economia come li recuperiamo, consapevoli come siamo che le smentite hanno sempre un decimo dello spazio ottenuto invece dalla denunce, anche quando totalmente infondate? Intanto comincerei a pretendere delle scuse pubbliche da parte degli autori del video e magari anche qualche ‘mea culpa’ da parte di chi con troppa leggerezza ha rilanciato e gridato allo scandalo nelle ore successive alla diffusione di quelle immagini senza preoccuparsi troppo delle conseguenze. E’ poco, ma sarebbe un inizio“.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: