Home GrossetoVerso le amministrative, Mascagni: “Edilizia settore strategico per l’economia e l’occupazione”

Verso le amministrative, Mascagni: “Edilizia settore strategico per l’economia e l’occupazione”

di Roberto Lottini
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Semplificazione burocratica, rigenerazione urbana, incentivi per chi ristruttura, riduzione dei prezzi dei lotti artigianali, riconversione del know-how delle imprese edili, sfruttamento dei finanziamenti esterni.

Sono questi i punti fondamentali della ricetta di Lorenzo Mascagni, candidato a sindaco di Grosseto, per risollevare il settore dell’edilizia nel capoluogo maremmano.

“La crisi ancora attanaglia il mercato immobiliare e  delle costruzioni. Del resto, è proprio dal settore edilizio che si è formata la bolla immobiliare statunitense e la successiva insolvenza dei mutui subprime causati da un’errata gestione finanziaria del sistema creditizio – spiega Mascagni. Nelle realtà metropolitane europee il settore edilizio è un iceberg nella cui parte sommersa operano i fondi d’investimento e le grandi multinazionali, mentre nella nostra realtà locale il settore edilizio è stato un ambiente fertile per la piccola impresa artigiana, anche a conduzione familiare, per la cooperazione e per un tessuto di numerose maestranze fatto anche di eccellenze“.

“Allo stesso, tempo la proprietà della casa è stata, nella nostra città, così come pure in tutto il Paese, il vero ammortizzatore della crisi, una garanzia, spesso data dalle generazioni precedenti, che ha sostenuto i bilanci familiari. Se dunque continua a vacillare il settore edilizio, non solo residenziale, continuano a vacillare sia l’economia del territorio ad essa collegata, che il grande potenziale indotto e di conseguenza l’occupazione. La nostra azione di amministrazione comunale dovrà cercare di invertire questa tendenza – sottolinea il candidato. Per prima cosa, si dovrà attuare la semplificazione. Chi vuole investire nel settore non può trovare nel Comune un ostacolo né in termini di tempi né in termini di servizi. Quella parte del carico burocratico spettante al Comune deve essere necessariamente alleggerito, sia con procedure meno complesse sia con l’ausilio dei mezzi informatici e giuridici disponibili. Per questo, sarà necessaria una revisione dei regolamenti comunali di settore. La variante al regolamento urbanistico, da poco adottata, ha gettato le basi per un alleggerimento dei carichi della perequazione e un ampliamento dello spettro degli interventi ammessi nel patrimonio esistente. Molto di più può essere fatto con particolare riferimento a interventi di ricucitura del tessuto urbanistico, sostenendo anche una politica equilibrata e proporzionata al mercato per l’edilizia residenziale di sostituzione“.

“La rigenerazione urbana, disciplinata anche dalla legge regionale 65, deve essere il leit motiv dei prossimi 5 anni. In merito, potrà essere valorizzata l’attività di manutenzione e di ristrutturazione. Attivare le risorse dei privati per consentire loro di migliorare il proprio patrimonio vuol dire riattivare il tessuto della piccola impresa e dell’artigianato – continua Mascagni. Saranno necessari anche incentivi per chi ristruttura: semplificazioni, riduzione degli oneri, azzeramento della tassa per l’occupazione di suolo. Incentivi anche per chi utilizza il proprio immobile per fini produttivi: alberghi diffusi, case vacanza e B&B. Si dovrà anche ridurre i prezzi dei lotti artigianali all’interno dei Piani per insediamenti produttivi. La gestione delle aree produttive pubbliche non può servire a fare cassa, ma deve essere utilizzata in maniera strategica per sostenere le imprese locali e attrarre nuovi investitori. La rilocalizzazione di particolari attività produttive anche di tipo artigianale più grandi può, infatti, liberare immobili centrali suscettibili di essere rigenerati, sistemati e ristrutturati, attivando così un virtuoso circuito produttivo. Per le imprese esterne un conveniente prezzo delle aree Pip, unito ad un miglioramento dei servizi e delle infrastrutture, può essere un valido motivo di attrazione verso il nostro territorio. Più imprese significa anche più posti di lavoro“.

“Una opportunità importante può scaturire dalla riconversione del know-how delle imprese edili, così da poterlo esportare. Nel campo edilizio, sempre più standardizzato, esistono ancora gli spazi per la produzione in serie di componenti: stesso settore, stesse conoscenze, ma un processo di produzione e organizzazione diverso – spiega Mascagni. Nel nostro territorio sono già presenti attività che hanno messo a frutto le competenze maturate in cantiere per implementare piccoli processi industriali. Il compito del Comune è quello di tutelarle e incentivarle, in modo che possano competere nel mercato, soprattutto per un’edilizia collegata alla green economy“.

“E’ necessario migliorare la capacità del Comune di sfruttare i finanziamenti esterni, quelli dell’Europa e quelli delle banche soprattutto, che rappresentano importanti fonti spesso sottoutilizzate. Il Comune deve essere un fundraiser, un ‘cercatore di fondi’ per le imprese. Nell’ambito dei lavori pubblici quello che possiamo e vogliamo fare è occuparci, quotidianamente, del reperimento delle necessarie risorse, anche in stretto raccordo con la Regione ed i Ministeri competenti, del potenziamento delle infrastrutture al servizio della comunità della nostra città: dalla viabilità, ai sottoservizi, al mantenimento del patrimonio immobiliare – continua il candidato. Ci impegneremo per questo a costituire una task force pubblica, trasparente ed efficiente per supportare le idee ed i progetti dei privati, sostenere investimenti nei lavori pubblici anche con parternariati tra pubblico e privato. Non bastano populismi e proclami, non servono né archi di trionfo né raccordi anulari. La domanda edilizia, soprattutto quella residenziale, può essere sostenuta da una fiscalità, anche comunale, non penalizzante, da un sistema del credito a tassi contenuti“.

“Non trascureremo progettualità per il recupero del centro storico con una ricerca di arredo urbano valido anche dal punto di vista architettonico ed interventi programmati per i beni sottoposti a tutela culturale ed ambientale, favorendo, con agevolazioni, anche l’intervento dei residenti – sottolinea il candidato -. Grosseto deve essere una realtà compatta, connessa e curata: città e paesi immersi in un territorio agricolo di grande valore, connessi con il mondo, con le reti digitali, e tra di loro, con le reti stradali. La direttrice Aurelia e la Due mari sono due priorità. Migliori collegamenti significano ovviamente maggiore mobilità e anche la possibilità di estendere l’offerta residenziale ad un territorio più ampio“.

“Diceva Winston Churchill: ‘Alcune persone vedono un’impresa privata come una tigre feroce da uccidere subito, altri come una mucca da mungere, pochissimi la vedono com’è in realtà: un robusto cavallo che traina un carro molto pesante’ – conclude Mascagni. Il compito del sindaco sarà quello di alleggerirlo“.

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