“Una tragedia. È questo il termine corretto per definire la situazione del teatro Moderno di Grosseto, da anni trascurato da un’amministrazione comunale che però ha sborsato ben 7 milioni di euro per il suo acquisto. Di questo paradosso si è accorto perfino il comico romano Enrico Brignano, a Grosseto per il suo spettacolo, che ha voluto dedicare numerosi minuti della sua performance ad una denuncia che dovrebbe farci pensare non poco”.
A dichiararlo è Andrea Ulmi, consigliere comunale della Lista Lolini e candidato dela Lega Nord alle prossime elezioni amministrative.
“Ad Enrico Brignano, infatti, sono bastati 3 giorni per capire che a Grosseto qualcosa non va. Nella politica teatrale il nostro Comune è infatti totalmente succube di Fondazione Toscana, che ha il grande potere di scegliere quali spettacoli devono tenersi e quali compagnie possono esibirsi – spiega Ulmi -. Brignano ha ripetuto ciò che più volte ho cercato di spiegare in Consiglio comunale, lamentandomi della situazione attuale che ritengo vergognosa. Alla stessa maniera la pensano anche tutti i cittadini grossetani che hanno applaudito a gran voce e in maniera liberatoria, anche nelle tre repliche successive dell’evento. Le parole di Enrico Brignano sembravano molto di più un grido di dolore e disperazione che delle semplici parole per raccattare facili applausi e consensi”.
“Noi vogliamo un teatro diverso, vitale, che riesca ad attrarre i professionisti, non un luogo inanimato come è stato fino ad adesso. Per raggiungere questo scopo vogliamo rendere il teatro attrattivo – conclude Ulmi -. Vogliamo l’istituzione di un direttore artistico per promuovere la stagione teatrale grossetana, la creazione di una Compagnia professionistica residenziale e la realizzazione di una scuola di alta formazione”.

