Home GrossetoInterventi all’aorta: anche all’ospedale Misericordia un’equipe specializzata

Interventi all’aorta: anche all’ospedale Misericordia un’equipe specializzata

di Redazione
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La stenosi aortica è un restringimento della valvola aortica che, se non diagnosticato o non adeguatamente trattato, con il tempo, porta all’insufficienza cardiaca e a gravissime patologie correlate, come l’edema polmonare, che possono manifestarsi all’improvviso e portare alla morte.

Effettuare una valvuloplastica aortica, in questi casi, può essere l’unica possibilità per superare l’emergenza, salvare la vita al paziente e permettere di eseguire, in un secondo tempo, l’intervento definitivo di sostituzione della valvola.

Da alcune settimane, questa procedura viene eseguita anche all’ospedale di Grosseto, dal dottor Andrea Picchi e dal dottor Paolo Calabria, dell’equipe di emodinamica diretta dal dottor Ugo Limbruno. Grazie a questa tecnica, oggi è possibile dare una risposta immediata in caso di stenosi aortica severa, complicata da edema polmonare acuto, anche ai pazienti di Grosseto e provincia, permettendo così un successivo trasferimento in sicurezza all’ospedale di Siena per l’eventuale intervento definitivo.

Come spiega Ugo Limbruno, “la valvuloplastica aortica consiste nell’inserimento del cosiddetto ‘palloncino’, guidato da un catetere dall’arteria femorale fino alla valvola, per dilatarla e ripristinarne la funzionalità. Può essere considerato un intervento palliativo, ma in alcuni casi è l’unica procedura possibile per salvare la vita ai pazienti più gravi e ridurre i sintomi, restituendo, almeno temporaneamente, una buona qualità della vita.

Rappresenta, quindi, una possibilità terapeutica per i casi di stenosi aortica severa che giungono in condizioni di instabilità clinica e per i quali non ci sono i tempi per l’intervento chirurgico né per l’impianto percutaneo di valvola (Tavi, transcatheter aortic valve implantation, ndr); l’inserimento del palloncino costituisce, in questi casi, un intervento ponte per procedere successivamente alla sostituzione della valvola.

Può essere inoltre eseguito su pazienti anziani o debilitati, ad alto rischio sia per la chirurgia che per l’impianto percutaneo; infine è indicato nei casi in cui la diagnosi di stenosi non è del tutto certa e la valvuloplastica consente di valutare l’utilità di un eventuale intervento di sostituzione valvolare”.

Nella foto, da sinistra: i cardiologi emodinamisti Paolo Calabria, Ugo Limbruno e Andrea Picchi

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