Home GrossetoAccesso al nido, Rosini replica a Vivarelli Colonna: “L’asilo non è un parcheggio”

Accesso al nido, Rosini replica a Vivarelli Colonna: “L’asilo non è un parcheggio”

di Redazione
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“Attraverso la stampa locale, riguardo ai criteri di accesso agli asili comunali, il candidato sindaco del centrodestra di Grosseto dichiara: ‘Vogliamo garantire l’accesso solo per bisogno familiare , ad esempio genitori lavoratori o con assenza di altre figure di riferimento.  Poi dice che la politica del centrosinistra ‘è stata discriminatoria’. Ma come si può dichiarare una cosa del genere? L’asilo nido, la scuola materna non devono assolutamente essere considerati un ‘parcheggio’, sono esperienze formative e relazionali… invece, ancora una volta, si ha la conferma che c’è ancora chi pensa che chi non lavora non ha diritto di mandare il proprio figlio all’asilo e visto che non lavora, non si può permettere di pagare il privato, quindi il bimbo deve rimanere a casa. Asilo è ‘educatività, socialità’ e non baby parking“.

A dichiararlo è Stefano Rosini, consigliere comunale del Partito democratico.

“Le famiglie numerose, dove fratelli, cugini, nipoti, stavano insieme e si tenevano compagnia fra loro, non esistono più; spesso, in un palazzo, in un condominio, vivono pochissimi bambini e così anche chi ha un genitore che non lavora, dei nonni disponibili o una baby sitter, è condannato a restare solo in compagnia di adulti, che spesso hanno anche le loro cose da fare e finisce così per intrattenersi davanti ad uno schermo tv – spiega Rosini. Posso capire che esistano delle priorità, ma per quale motivo il figlio di una ‘casalinga’ deve restare sempre fuori dalle graduatorie, come se non avesse diritti e gli asili fossero solo parcheggi ad ore? Come può un candidato sindaco decidere che alla scuola materna ci può andare solo il figlio di genitori che lavorano? E’ evidente che lo considera un posto in cui parcheggiare i bambini quando le madri sono assenti, non una valenza ‘sociale educativa’ per tutte le famiglie“.

Materna e nido servono, sono indispensabili ad introdurre il bambino alla scolarizzazione ed alla socializzazione, quindi dovrebbe essere un diritto di tutti.  Vogliamo poi parlare del redditto familiare e non tenerlo in considerazione? Probabilmente con due stipendi, uno si può anche permettere di pagare una scuola privata, con uno solo no – continua il consigliere comunale -. Da quello che capisco è che chi ha un lavoro da 1100 euro al mese, oppure un lavoro precario o stagionale o saltuario, secondo Vivarelli Colonna, non avrà mai la possibilità, a prescindere, di avere, per il figlio, l’ingresso negli asili comunali, mentre chi ha due ottimi stipendi usufruirà sicuramente delle strutture comunali. Questo mi sembra veramente una contraddizione ed una discriminazione bella e buona. Non credo che questa cosa sia molto giusta“.

“Quanto più l’ambiente in cui il bambino vive è ricco di stimoli e di occasioni che favoriscono il suo sviluppo psico-fisico, e ci sono adulti che lo accompagnano con attenzione, competenza e affetto, tanto più ampio diventerà il livello di avvio delle sue capacità. Tutti i bimbi, se è vero che l’asilo è un posto nel quale socializzare e crescere, dovrebbero poterci andare. E non è giusto che i figli con un genitore a casa non abbiano lo stesso diritto. Non credo che in questo momento in Italia siano molte le famiglie che se la spassano al punto da poter scegliere di far lavorare uno solo dei genitori, spesso è la disoccupazione che crea questo stato di cose. Ed anche chi sceglie di stare a casa, comunque, non è che rimane in panciolle – termina Rosini -. Quanto più l’ambiente in cui il bambino vive è ricco di stimoli e di occasioni che favoriscono il suo sviluppo psico-fisico, e ci sono adulti che lo accompagnano con attenzione, competenza e affetto, tanto più ampio diventerà il livello di avvio delle sue capacità. Per concludere: ogni genitore è libero di mandare il proprio figlio al nido o alla materna, ma un candidato sindaco non può parlare di ‘bisogno familiare’, ma deve dire che la scuola è un ‘bisogno educativo’ per tutti”.

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