Sono oltre 270 i capi di ovini provenienti da circa 30 aziende di tutta la Toscana che entreranno in un vero e proprio “ring” espositivo, allestito durante la Fiera del Madonnino a Braccagni per consentire il diretto coinvolgimento dei visitatori, degli esperti e degli allevatori presenti in fiera. Ogni azienda esporrà da 6 a 10 capi suddivisi per categoria, sesso ed età. La valutazione degli animali spetterà ai giudici di ASSONAPA (l’Associazione Nazionale della Pastorizia) che assegneranno i premi ai primi classificati, ma soprattutto il riconoscimento dell’accresciuta importanza per il valore genealogico del capo.
Quest’anno per la prima volta sono in programma alla Fiera del Madonnino, al via il prossimo 22 aprile, ben tre eventi dedicati al mondo della pastorizia e dell’allevamento, destinati ad attirare operatori ed appassionati da tutta la regione, promossi e organizzati da Camera di Commercio, GrossetoFiere ed ARAT – Associazione Regionale Allevatori della Toscana.
La seconda Mostra regionale dell’Appenninica è dedicata alla razza maggiormente rappresentativa della Toscana, diffusa soprattutto nell’Appennino centrale: l’obiettivo della manifestazione è riaprire un confronto costruttivo tra gli allevatori iscritti ai libri genealogici.
La seconda Rassegna della pecora dell’Amiata è invece dedicata all’omonima razza autoctona. Di grande importanza anche la prima Mostra Mercato dei riproduttori delle razze ovicaprine.
L’allevamento degli ovini è una realtà consolidata in Toscana. La significativa diffusione della zootecnia fa di Grosseto la provincia a maggior numero di animali, in particolare modo degli ovicaprini, e caratterizza da sempre l’ambiente rurale e le produzioni alimentari, apprezzate e riconosciute a livello internazionale. In Maremma, la produzione principale fornita dall’allevamento è il latte, essenziale per le produzioni casearie di qualità, affiancata dalla produzione di carne, caratterizzata dal riconoscimento IGP dell’Agnello appenninico.
Nel mondo della zootecnia, le produzioni ovicaprine maremmane si distinguono per due valori cardine: genuinità e rispetto del benessere degli animali. Armonia dell’ambiente, salvaguardia delle tradizioni virtuose e produzioni di qualità eccellente sono le principali conseguenze. L’allevamento degli ovicaprini esprime un insieme di valori indissolubilmente legati alle tradizioni più antiche del mondo rurale, con uno specifico impatto economico grazie anche alla capacità di rivitalizzare zone marginali sotto il punto di vista produttivo e ambientale.
In questi anni gli allevamenti ovicaprini, spesso a conduzione familiare e di ridotte dimensioni, hanno potuto far fronte con difficoltà ai cambiamenti imposti dalla globalizzazione e dalla crisi economica. La scomparsa di un simile patrimonio è un rischio inaccettabile per l’intera società, non solo agricola.
“La Camera di commercio promuove queste iniziative, al fianco di GrossetoFiere ed Arat, nella convinzione che siano efficaci per riqualificare la filiera e per la promuovere le nostre produzioni di pregio – commenta il presidente della Camera di Commercio Riccardo Breda – tra l’altro in un momento di particolare difficoltà dovuto sia al contesto economico che al problema delle predazioni. La Fiera del Madonnino è in grado di offrire a questi appuntamenti un palcoscenico ideale per ottenere l’attenzione del pubblico e degli operatori, ottimo per valorizzare significativamente un comparto della zootecnia maremmana di grande interesse”
“E’ un ottimo risultato inserire una vera e propria fiera zootecnica all’interno del calendario del la Fiera di Madonnino, grazie alle iniziative presentate oggi, che consentono di dare visibilità ad un settore come quello zootecnico maremmano che rappresenta da solo il 50% del comparto regionale – spiega il presidente di GrossetoFiere Andrea Masini – Vogliamo che gli appuntamenti zootecnici diventino parte integrante, anno dopo anno, della Fiera del Madonnino, partendo quest’anno da due razze significative. Un doveroso grazie al presidente della CCIAA Breda e alla Camera di Commercio per il sostegno economico e l’interesse dimostrato.”
“Arat è coinvolta pienamente in questo tipo di iniziative che vedrà la provincia di Grosseto protagonista anche nei prossimi anni, diventando un riferimento per l’interno settore regionale – commenta il direttore dell’associazione Regionale Allevatori della Toscana Claudio Massaro – E’ importante sottolineare che il comparto maremmano sta rispondendo, anche di fronte alle indubbie difficoltà degli ultimi anni, con grande vitalità. Stiamo registrando una straordinaria crescita delle iscrizioni da parte degli allevatori maremmani ad Arat, fatto che costituisce una precisa scelta in direzione della qualità e del miglioramento genetico delle produzioni e per la valorizzazione delle specie autoctone”.
“Un ringraziamento al presidente Breda e alla Camera di commercio per il rinnovato interesse al settore zootecnico e per la scelta di inserirlo a pieno titolo nella Fiera del Madonnino, attraverso appuntamenti significativi per allevatori e pubblico – afferma il presidente dell’Associazione provinciale Allevatori di Grosseto Gaetano Dalia – Ricordo che l’intero mondo dell’agricoltura non può prescindere dal settore zootecnico, parte fondante di una filiera economica che caratterizza la Maremma, partendo dall’agricoltura passando proprio dall’allevamento per arrivare al settore agrituristico e al turismo.”

