“A Grosseto la corsa a sindaco si è tinta di nero, tra il goffo e l’inquietante, come è tipico di quel colore politico, con autorevoli esponenti del territorio orgogliosi di rivendicare la propria ‘fede’ in Almirante“.
A dichiararlo, in un comunicato, è il circolo Arci “Associazione Festival Resistente”
“Almirante? Sì, proprio lui, quello che nel 1944 firmò e curò la diffusione del manifesto con cui si disponeva la condanna a morte di sbandati e partigiani, che in Maremma condusse al massacro della Niccioleta nel quale 83 minatori furono fucilati – continua il comunicato -. In fondo, che Almirante sia sempre di attualità non stupisce, e non solo perché giusto l’ultima amministrazione di centrodestra di questa città tentò di intitolargli una via, ma soprattutto perché parliamo di uno dei più violenti assertori della teoria e della pratica del razzismo, che solo a Grosseto durante il fascismo portò alla deportazione di 34 ebrei, quasi tutti uccisi, e che, mutatis mutandis, purtroppo oggi ritroviamo nel dna di molte delle forze politiche che in questa campagna elettorale sostengono i candidati della destra e del centrodestra, che guarda caso sulla ‘querelle Almirante’ si sono trincerati dietro un equivoco silenzio“.
“Il 25 aprile si avvicina e siamo certi che quel giorno tutti i candidati alla carica di sindaco della nostra città saranno in piazza a festeggiare la Liberazione dell’Italia dal fascismo, e a ricordare i tanti partigiani che combattendo e dando la vita hanno reso possibile, oggi, anche questa campagna elettorale – termina la nota –. Se poi vorranno pure salire al Cassero, saranno i benvenuti alla diciottesima edizione del Festival Resistente, dove ogni anno si incontrano le tante realtà dell’associazionismo e del volontariato della nostra comunità sotto il segno dell’uguaglianza, della partecipazione e della solidarietà: in una parola, sotto il segno della Costituzione, patrimonio di tutti“.

