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“La situazione della legalità e della sicurezza della città di Grosseto, come risulta a chiunque se ne interessi, è disastrosa. Lo Stato italiano, obbedendo alle logiche di interesse economico e politico delle poche migliaia di famiglie che hanno le reali redini del potere dello Stato italiano stesso, ha aperto le frontiere all’invasione di bande criminali, mafie, famiglie di criminali e predoni, che spadroneggiano indisturbate nel territorio italiano e in Maremma”.
A dichiararlo è Carlo Vivarelli, candidato a sindaco di Grosseto per Toscana Stato.
“Questi criminali, sicuri di una sostanziale impunità, hanno invaso il nostro territorio, stabilendosi con intere famiglie, e come nel caso dei rom con intere tribù al seguito, hanno compiuto migliaia di furti e costruito ville abusive nella più totale impunità e nel silenzio criminale di sindaci, Questori, Prefetti, forze dell’ordine – spiega Vivarelli -. La Regione Toscana ha stabilito che le mafie che hanno invaso la Toscana sono 35 e il trattato di Schengen, un trattato criminale, ha permesso ad appartenenti di cosche mafiose di tutto il mondo e ai loro capitali, di spostarsi nelle più totale impunità e sotto le bandiere della ‘legge’, in tutta e per tutta Europa. Ci opponiamo a questa aggressione criminale, pianificata e messa in opera tramite ‘leggi’ con il preciso obiettivo di distruggere le etnie autoctone europee a favore di ben determinati interessi economici delle dette poche famiglie e per gettare il continente nell’abisso del terrore”.
“Noi di Toscana Stato ci opponiamo nella maniera più ferma a questo chiaro disegno che vuole distruggere etnicamente il popolo toscano, e vogliamo espellere tutti i criminali non toscani con le loro famiglie, vogliamo scovare i loro capitali e sequestrarli, vogliamo iniziare non una lotta, ma una guerra contro questi invasori mafiosi che stanno distruggendo la nostra terra – continua il candidato -. Le proposte a seguire sono il frutto dell’elaborazione delle leggi esistenti, colpevolmente non applicate, che la popolazione deve fare proprie, perché la legalità e la legge appartengono alla popolazione e non soltanto alle istituzioni, che hanno dimostrato di non usarle o di usarle a favore di innominabili interessi e di ben precise cosche mafiose. Prova provata ne è la terrificante situazione nella quale ci troviamo intorno, l’ultimo caso di cronaca dell’arresto della cosca rom di nullafacenti che da decenni vive in ville abusive compiendo, come tutti, tutti sapevano da sempre furti in tutta Italia, è evidente. Chi ha lasciato fare tutto questo, anche e soprattutto tra quelli che hanno occupato le istituzioni, deve essere arrestato, processato, messo in carcere e non deve più nuocere, in eterno, alla comunità maremmana. Noi toscani e toscane di Maremma siamo in grado di governarci da soli”.
Proposte
Ecco le proposte di Carlo Vivarelli per garantire la sicurezza e la legalità a Grosseto:
“Proposta di espulsione di tutti i pregiudicati e tutte le pregiudicate non toscane e dei familiari fino al quinto grado di parentela per reati di furto, usura, usura bancaria, truffa, mafia, pedofilia, abbandono e maltrattamenti di minore, organizzazione di bande di accattonaggio, tentato rapimento, rapimento, omicidio, tentato omicidio, sfruttamento della prostituzione, concussione, corruzione, e complicità in questi reati ed altri gravi reati, in applicazione della legislazione antimafia – spiega Vivarelli -; proposta di creazione all’interno dell’amministrazione comunale di una Consulta della legalità. Premessa riguardo alle Consulte comunali: la Consulta della legalità, lo ricordiamo, come tutte le Consulte all’interno dei Comuni, sarebbe presieduta dal sindaco, che è un Pubblico Ufficiale. I lavori che si svolgono in essa, e le documentazioni che entrano, o escono, da una Consulta, così come tutte le discussioni che vi si svolgono, sono messe in opera e/o condotte sotto l’autorità, che è anche giudiziaria, del sindaco. Sua la responsabilità riguardo alle cose dette, ai documenti che in essa Consulte emergono, e alle implicazioni legali e penali che possano appunto essere messe in evidenza da interventi verbali o appunto documentazioni.
Una cosa detta o riportata all’interno della Consulta, un documento ad essa indirizzato, anche se anonimo, anche se di solo probabile rilevanza penale, deve essere riportata immediatamente alle varie autorità giudiziarie. Faccio notare che la Consulta è un organismo aperto, i cui lavori di essa devono essere dichiarati aperti al pubblico, e l’amministrazione comunale deve dare la possibilità a chiunque sia residente nel Comune di intervenire ai suoi lavori. Le consulte sono dunque organismi assembleari aperti alla cittadinanza, presiedute dal sindaco, che è un Pubblico Ufficiale, caratteristiche questa che fanno delle Consulte organismi assembleari interni all’amministrazione che, se pur senza poteri deliberativi, da qui il nome Consulta, rivestono, data la presenza del sindaco in veste di Pubblico Ufficiale (o di un suo rappresentante), una valenza assolutamente e innegabilmente operativa.
E ribadisco, ancora, che chiunque porti un fatto, a voce o per iscritto, o riferisca una circostanza che possa avere rilevanza penale, non può essere ignorato all’interno della Consulta: queste rilevanze, segnalazioni, considerazioni, non possono, ne devono, essere ignorate, ed essendo la Consulta della legalità un organismo che si occupa di fatti criminali, si può intuitivamente capire l’importanza dell’evidenza operativa che qui descriviamo. Sostengo con forza che un organismo del genere fa rivestire alla Consulta la caratteristica di coinvolgere insieme l’amministrazione comunale e la popolazione, tramite il sindaco Pubblico Ufficiale e le forze dell’ordine, in un’azione diretta con l’obiettivo di porre in essere in modo sostanziale i principi della legalità.
E l’obiettivo della Legge, delle Forze dell’ordine, dell’operato di un sindaco come Pubblico Ufficiale non è quello di tollerare la criminalità e le persone e le famiglie che delinquono, ma quello di estirpare, se necessario con la più estrema forza, questi soggetti, famiglie, organizzazioni criminali, e per sempre, dal territorio. Chi eventualmente non la pensi in questo modo, ad esempio chi non mette in pratica un decreto di espulsione, appartiene a mio avviso di fatto, moralmente, alla criminalità, ne è diretto complice”.
“La Consulta deve occuparsi delle seguenti attività – continua Vivarelli –: creare un elenco di nominativi dei residenti e/o domiciliati non toscani e non toscane nel territorio del Comune di Grosseto. La Consulta deve mettere in opera una Commissione che detenga l’elenco dei non toscani presenti nel territorio del Comune di Grosseto. La lotta contro criminali ed organizzazioni criminali deve partire necessariamente da una particolareggiata indagine conoscitiva su chi vive in un dato territorio. A seguito di questo elenco, la Commissione, in collaborazione con le forze dell’ordine, avvierà delle indagini per accertare: chi sono queste persone, da dove vengano, come e grazie a quali entrate vivono, con quali capitali queste persone aprono attività commerciali, artigianali, e di qualsiasi tipo.
Ci sono migliaia di persone presenti nel nostro territorio che vengono da Paesi dove quasi non esistono documenti, dove la corruzione è altissima e dove la presenza di mafie, dittature e teocrazie religiose non consente né un reale, né un serio accertamento dell’identità di questi soggetti da parte delle nostre autorità, che evidentemente se ne disinteressano, né men che mai consente l’accertamento della filiera dei finanziamenti delle quali queste persone godono per aprire dal nulla attività commerciali, artigianali o altro nel nostro territorio.
In assenza dei requisiti di accertamento identitario e finanziario, queste persone devono essere costrette, se necessario con la forza, a lasciare immediatamente il nostro territorio, e a non farvi ritorno. Dunque, visto che lo Stato italiano chiede agli imprenditori la certificazione antimafia, certificazione totalmente impossibile da avere se si viene da territori retti da dittature comuniste e islamiche, da teocrazie, da Paesi dove la corruzione è altissima e dove nemmeno le autorità dei Paesi in questione sono in grado di certificare l’identità dei loro cittadini, ammesso che queste ‘autorità’ sappiano quanti abitanti esistono nei territori che dicono di controllare, chiediamo come abitanti del Comune di Grosseto di avere un organismo come la Consulta della legalità tramite il quale controllare le documentazioni citate.
Sono serenamente convinto che tali ‘documentazioni’ non reggerebbero un vero esame analitico. Sono convinto che la quasi totalità degli ‘imprenditori’ stranieri, che io chiamo altrettanto serenamente invasori economici, non abbiano nessun diritto di rimanere un solo minuto nel nostro territorio, né in tutto quello europeo”.
Terrorismo
“In Maremma sono presenti da anni numerosissimi terroristi islamici e loro fiancheggiatori. Chiediamo al sindaco, al Prefetto, al Questore, di informare la popolazione immediatamente riguardo chi sono questi terroristi e i loro fiancheggiatori, dove vivono, cosa fanno, chi sono i loro familiari fino al decimo grado di parentela, di catturarli ed espellerli immediatamente, visto che ci risulta che questi criminali, indagati o espulsi per terrorismo, hanno le famiglie ancora presenti nel nostro territorio, il che è semplicemente una deliberata follia criminale – spiega Vivarelli -: questi assassini islamisti devono essere immediatamente espulsa in massa ed in eterno dal nostro territorio, nel quale non hanno nessun diritto di rimanere”.
Mafia
“La Consulta deve occuparsi in modo continuativo di svolgere ricerche ed indagini per prendere conoscenza, tramite sentenze, articoli di giornale, libri e pubblicazioni, testimonianze dirette, e documenti ad essa inviati dalla popolazione, del fenomeno criminale in genere e mafioso in particolare, nelle sue varie sfaccettature ed emergenze, affinchè lo si possa combattere espellendo dal territorio i suoi protagonisti – sottolinea il candidato -. Le mafie si espandono e si radicano nei territori per via familiare: queste persone, famiglie, fiancheggiatori, devono essere immediatamente espulsi, se non toscani, e non mi risulta che esistano cosche mafiose toscane, mai esistite in tutta la nostra storia. A questo scopo ritengo molto utile ricordare un importante, ed allarmante documento, prodotto dalla Commissione Affari Istituzionali della Regione Toscana nel 2014. In questo documento, redatto appunto in seguito principalmente all’elaborazione di sentenze giudiziarie, la Commissione citata stimò che i tipi di mafia residenti e radicate in Toscana sono 35: le mafie, non le cosche, che sono molte di più. Non ne sarebbe accettabile una sola, di cosca mafiosa, figuriamoci 35, apparse negli ultimi due decenni.
Questo numero testimonia che la Toscana è un territorio di mafia, e che la crescita delle mafie è strettamente connessa all’esistenza dello Stato italiano: prova ne sia che nell’immediato dopoguerra le mafie in Toscana praticamente non esistevano, e che adesso sono in numero altissimo e provengono da tutto il mondo. Tra dieci anni quante saranno, 100? Avranno già divorato tutto il territorio anche etnicamente, vista la criminale politica di accoglienza e favoreggiamento dello Stato italiano rispetto a intere etnie che non hanno nessuna possibilità di dimostrare chi siano i loro singoli componenti? Lo Stato italiano non deve, attraverso i documenti che esso produce, come quello citato della Regione Toscana, contare le mafie, non ci interessa, ma scendere in campo militarmente per eliminare socialmente gli aderenti a queste organizzazioni e per azzerarne la presenza sul nostro territorio.
E’ del tutto evidente che siamo in una situazione di guerra, e dall’elenco citato, stilato dalla Regione Toscana, mancano ovviamente le organizzazioni islamiste, presenti invece in gran numero, che organizzano, reclutano, trafficano a favore del terrorismo islamico in Europa e all’estero. Alla luce anche solo di questi numeri, chi sostiene che l’esercito nelle strade è una militarizzazione inutile del territorio, o è un folle, e dunque deve essere rinchiuso negli appositi reparti psichiatrici, o lo dice in modo interessato, cosa che crediamo di più, per difendere una situazione nella quale criminali mafiosi, terroristi e soprattutto organizzatori di orde di invasori inquadrati nel fenomeno del caporalato nelle campagne, possano svolgere le loro funzioni di terroristi socio economici in modo sostanzialmente indisturbato”.
Voucher
“E’ necessario istituire una Commissione d’inchiesta sui voucher e il caporalato in agricoltura, interna alla Consulta della legalità, che si occupi di intraprendere tutte le indagini necessarie, in collaborazione e fornendo informazioni alle Forze dell’ordine – spiega Vivarelli –, affinchè venga stilato un elenco completo di tutte le aziende, anche se non solo di quelle agricole, ovviamente, che hanno utilizzato i voucher dalla loro nascita legale, affinchè si possa indagare su di esse e sulle loro attività, di quasi sicura evidenza criminale, viste le denunce, recenti come quella di un responsabile della Cisl nazionale, che a Grosseto, durante un convegno ha dichiarato, giustamente e con coraggio, che ‘i voucher sono caporali di carta’, dichiarazione alla quale aderiamo completamente”.
Richiedenti asilo
“Chi richiede asilo non ha, per antonomasia, documenti, o nel caso li abbia, essi non sono nemmeno solitamente controllabili ed in alcun modo posti a riscontro, se questa persona proviene da un teatro di guerra. La tragica pagliacciata della massa dei finti profughi osannati dai media e ospitati per mesi e anni negli alberghi italici a spese delle imprese dei lavoratori e dei pensionati italici deve finire immediatamente – sottolinea il candidato -. La stragrande maggioranza dei finti profughi presenti anche nel comune di Grosseto ha l’ambasciata a Roma, non è affatto un profugo, così come candidamente dichiarato anche dal Ministro dell’Interno, e lo Stato italiano non deve permettere che queste persone, dall’identità ignota, siano libere di circolare o di comunicare via telefono o via web, di spacciare, di rubare, di violentare, ecc.
Lo Stato italiano, che in realtà vuole che queste persone restino per sempre a distruggere la possibilità di vivere e di procreare delle etnie italiche, è pienamente ed indiscutibilmente responsabile degli atti criminali di queste persone, organizzate nelle loro migrazioni, che io chiamo invasioni, dalle loro mafie nazionali. e questo per l’ovvia questione di sicurezza legate alle tematiche della criminalità organizzata e del terrorismo islamico. Facciamo con forza notare che quasi tutti gli attentatori delle recenti stragi di Bruxelles sono tranquillamente transitati in Italia. Chi richiede asilo deve essere posto in luoghi chiusi e sorvegliati, le pratiche che lo riguardano devono essere evase in pochi giorni, e chi non ha diritto di rimanere, il 99,99% di chi ha fatto domanda, immediatamente espulso nel caso provenga chiaramente da Paesi dove non esiste nessuna guerra.
Inoltre, tutti sanno che questi finti profughi sono la parte benestante delle loro popolazioni, ed è una vera e propria vergogna che lo Stato italiano ospiti per mesi con i soldi ripetiamo di imprese, lavoratori e pensionati, questi ‘richiedenti asilo’, a pro di cooperative di proprietà del vaticano, che è una teocrazia antidemocratica straniera, o legate alla criminalità, vedi inchiesta di Mafia Capitale, o a precise connivenze politico associazionistiche filo governative, come circoli, ecc.
Sfido chiunque a dimostrare al sottoscritto in pubblico, tramite relativa documentazione, che dovrebbe essere pubblicamente consultabile dalla popolazione, che i richiedenti asilo non siano dei finti profughi e che non hanno l’ambasciata a Roma, che non siano ricchi borghesi appartenenti a famiglie agiate dei loro Paesi di origine, che per farli partire hanno investito da 30 a 40.000 euro, e cioè facenti parte di quella fascia di popolazione che affama la parte più povera della loro popolazione di provenienza: io non ho mai, mai visto un bambino morente, di quelli mal nutriti, con le mosche intorno agli occhi, salire su un barcone, e questo perché non ha i soldi per farlo.
Chi muore di fame resta a crepare d’inedia nell’in differenza di coloro che stanno invadendo l’Europa sui barconi che lo Stato italiano va a prendere quasi prima che partano dalle coste della Libia, se esiste ancora un Paese che possiamo chiamare così, un territorio retto dalle milizie islamiste che l’Europa vogliono distruggere. I buonisti complici degli invasori stanno aiutando le persone sbagliate, le persone che vogliono distruggerci. Una vergogna”.
“Propongo al sindaco di convocare il Tavolo provinciale dell’ordine e della sicurezza affinchè vengano richiamate le truppe di stanza a Grosseto in appoggio alle forze dell’ordine e alle organizzazioni di cittadini previste dalla Legge per la sorveglianza ventiquattro ore su ventiquattro del territorio con posti di blocco fissi sia nelle strade di accesso al territorio del comune di Grosseto, sia con posti di blocco improvvisi, sia sulle strade di collegamento principali, sia in quelle di campagna e vicinali, dove si muovono indisturbati gli invasori criminali organizzati in bande – continua il candidato di Toscana Stato -. Le frontiere della Maremma devono essere chiuse, il trattato di Schengen non è un viatico ai criminali ed i controlli riguardo alla legalità sono dovuti, in genere ed in una situazione normale, e tanto più adesso in uno stato di guerra come l’attuale, dove è altissimo l’allarme terrorismo, visto che tutti gli attentatori delle recenti stragi di Bruxelles sono passati in Italia, e probabilmente anche in Maremma. Senza contare i combattenti che dalla Maremma vanno a uccidere i cristiani siriani e iracheni sotto le bandiere del califfato, mentre le loro famiglie sono tranquillamente qui in villeggiatura mentre noi paghiamo loro le scuole, la sanità, i servizi pubblici e magari diamo loro anche un contributo per l’affitto. Una follia criminale”.
“Propongo al sindaco di Grosseto, così come dai termini posti del Decreto ministeriale dell’8 agosto 2009, di dare immediatamente avvio alla costituzione di organizzazioni di cittadini disarmati. Deve, a nostro avviso, essere il sindaco di Grosseto di sua iniziativa, dovrebbero essere in realtà tutti gli 8.000 sindaci italici a farlo, a promuovere la costituzione di queste organizzazioni, perché la legge esiste, e non farlo è, a mio avviso, una deliberato atto di complicità con le organizzazioni criminali – continua Vivarelli -. Chiediamo al sindaco di Grosseto di farsi promotore immediatamente della costituzione di tali organizzazioni, che proponiamo prendere la denominazione di Guardia Civica Toscana Città di Grosseto. Queste organizzazioni devono essere create in ogni quartiere della città di Grosseto, in ogni frazione del Comune, ed in ogni territorio agricolo, così da coprire l’intero territorio comunale”.
“Come si sarà notato al punto primo delle nostre proposte, si fa accenno ai ‘cittadini toscani’ – conclude Vivarelli -. Rivendichiamo con forza questo punto, perché quello toscano è un popolo, e nonostante la conquista senza dichiarazione di guerra fatta da parte del Regno di Sardegna al territorio dell’allora Granducato di Toscana, il popolo toscano esiste per lingua storia, cultura e per un’indipendenza durata più di un millennio, ed è in assoluto innegabilmente e pienamente tutelato dal principio di autodeterminazione dei popoli, principio ratificato dal Parlamento italiano tramite la Legge 881 del 1977, che sancisce in modo inequivocabile che detto principio è fonte inalienabile del diritto internazionale, principio che sovrasta la Legge nazionale dello Stato italiano e che ne è fonte normativa”.

