Sabato 2 aprile, alle 17, al Caffè dei Lavatoi, in via dei Lavatoi a Grosseto, si terrà la presentazione del piano per la sicurezza e la legalità per il Comune di Grosseto di Toscana Stato per l’indipendenza della Toscana Grosseto, una serie di proposte interne al programma elettorale di Carlo Vivarelli, candidato a sindaco del capoluogo maremmano per Toscana Stato, che verranno inviate come proposta all’amministrazione comunale.
“I punti salienti del piano sono l’espulsione immediata dei pregiudicati non toscani e delle loro famiglie, l’istituzione di una Consulta della legalità all’interno dell’amministrazione comunale di Grosseto, all’interno della quale monitorare i fenomeni criminali (la Commissione Affari istituzionali della Regione Toscana ha dichiarato nel 2014 che le mafie permanentemente stabilitesi ed operanti in Toscana sono 35) e tenere una lista degli stranieri e dei non toscani affinchè si possa espellere chi è pregiudicato, chi non possa dimostrare come si sostenga nel nostro territorio e con quali capitali riesca ad aprire attività commerciali ed imprenditoriali – spiega Vivarelli –, la convocazione del tavolo provinciale per l’ordine e la sicurezza per consentire l’utilizzo delle forze armate a supporto delle forze dell’ordine stanziate all’interno del Comune di Grosseto nel controllo capillare del territorio, con l’obiettivo di stroncare i traffici criminali e cancellare definitivamente il fenomeno del caporalato, e lo sblocco della questione riguardante la nascita di organizzazioni di persone della Toscana residenti nel Comune di Grosseto che abbiano lo scopo di controllare il territorio, visto che esiste una Legge dello Stato, vergognosamente non applicata da parte della maggioranza dei Comuni dello Stato italiano, la Legge del 15 luglio 2009, che invece, in quanto Legge, dovrebbe essere messa in opera ovunque”.
“La sicurezza e la legalità sono un diritto ed un dovere che fanno capo sia ad ogni singolo essere umano che ad ogni collettività umana. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che è fonte attiva del diritto di ogni Stato democratico (chi non l’ha sottoscritta, come l’Arabia Saudita e altri stati islamici e dittature, non deve fare parte di un’organizzazione di Stati democratici e questi Stati devono essere espulsi dall’Onu), sancisce al suo articolo 3 che ‘Ogni individuo ha il diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona’ – continua il candidato -. Se ne deduce quindi che ogni individuo ed associazione di individui hanno il diritto, ed aggiungo, il dovere, di organizzarsi, affinchè il principio della libertà e della sicurezza, e dunque della legalità, venga messo in pratica in modo sostanziale e non formale. La città di Grosseto e le sue campagne sono invece preda di organizzazioni criminali che la stanno velocemente degradando ad un gigantesco territorio di mafia, spaccio di droga, prostituzione; organizzazioni criminali spesso straniere, i cui componenti non hanno a mio avviso nessun diritto legale né di entrare nel nostro territorio maremmano, né men che mai di rimanere nel territorio europeo dopo aver commesso reati”.
“Queste organizzazioni, grazie anche ad un’immigrazione selvaggia e illegalmente incontrollata sia di uomini che di capitali, conquistano giorno dopo giorno, terrorizzando gli abitanti autoctoni, dal singolo condominio nelle città ad interi territori nelle campagne attraverso le organizzazioni di caporalato, che contano migliaia di affiliati. Una situazione strutturalmente illegale, che è andata ben oltre il limite di una vera e propria dichiarazione di guerra sostanziale. Questa è una situazione, ripetiamo, di vera e propria guerra, in cui lo Stato italiano non è evidentemente in nessun modo in grado di controllare, sempre che ne abbia veramente l’intenzione, né di arginare, la situazione – sottolinea Vivarelli -. In questo contesto ribadiamo che l’espulsione immediata dei pregiudicati non toscani e delle loro famiglie dal territorio comunale, la creazione della Consulta della Legalità all’interno dell’amministrazione comunale, il massiccio intervento dell’esercito a supporto delle forze dell’ordine, il controllo capillare delle frontiere e dei territori della Maremma (l’affermazione organizzata dei principi della legalità non è in contrasto con il trattato di Schengen, trattato che consente la libera circolazione degli uomini, delle merci e dei capitali, e non di mafiosi, droga, armi e capitali riciclati: forse qualcuno ha letto male il trattato, non ne conosce per nulla i termini o fa semplicemente il furbo criminale sulla pelle di noi abitanti della Maremma) e di ogni singola parte del territorio attraverso la nascita in città, in ogni frazione, ed in ogni parte di territorio agricolo di organizzazioni popolari da far confluire in una Guardia Civica Toscana (riferimento alla Legge 15 del luglio 2009), atti dovuti da parte dello Stato italiano e non richieste, essendo questi atti essere in completa aderenza ed accordo col citato articolo 3 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, il contenuto del quale è riconosciuto dall’ordinamento italiano come fonte del diritto e che dunque ha immediata ed incontestabile validità di Legge”.

