“Questa volta l’attacco è avvenuto in pieno giorno – continua Rabazzi – il che significa, almeno per quelli che vogliono guardare la realtà e non si girano dall’altra parte che la situazione è totalmente fuori controllo. Come Cia non siamo più in grado di garantire la protezione del lupo che contrariamente a quello che pensano quelli che ci vogliono male è per noi tra le priorità, al pari però della protezione delle pecore. I pastori, e non solo loro, sono all’esasperazione, lasciati soli a combattere una guerra impari dove anche quelli che dovrebbero essere gli alleati stanno dalla parte del nemico”.
“Ormai dobbiamo constatare amaramente che i nostri appelli a fare qualcosa e presto sono caduti nel vuoto quindi non chiediamo più nulla ma passiamo ai fatti. Ma prima di celebrare i funerali della nostra pastorizia stiamo organizzando un’azione clamorosa che costringa tutte le parti che hanno responsabilità a vario titolo in questa vicenda a prendere una posizione chiara e ad agire di conseguenza. Vi terremo informati nelle prossime settimane”.
“Stanno per essere erogati i rimborsi per chi ha subito danni negli anni 2014/2015 – conclude Rabazzi – ma a parte il fatto che come sapete i pastori non chiedono i rimborsi ma condizioni che permettano di svolgere in tranquillità il proprio lavoro, sospendiamo comunque il giudizio in attesa di verificare meglio di cosa si tratta”.

