“Leggo con piacere che il sindaco Monica Paffetti e l’assessore Walter Martellini hanno finalmente compreso che la spiaggia della Fertilia è anch’essa vittima dell’erosione. Dispiace solo – dichiara Roberto Berardi, esponente della lista Patto per il Futuro – che se ne interessano appena dopo 5 anni dal loro, malaugurato per noi, insediamento in Comune e comunque affermano che per ora si tratta ‘della prima fase progettuale’. Farebbero prima a dire ‘chiacchiere da bar’“.
“Purtroppo ancora non hanno compreso la gravità della loro incapacità amministrativa, iniziata con il Fossino, chiuso per due anni, con conseguente perdita di imbarcazioni, e proseguita con l’interdizione alla navigazione in metà porto. Nonostante questo, ancora oggi parlano di progetti, di chiacchiere da bar, mentre c’è un paese come Talamone che sta ‘agonizzando’ – continua Berardi -. Chissà, alla fine scopriranno che il progetto del porto di Talamone, già esistente prima del loro insediamento, aveva tra le sue peculiarità quello di escavare il fondale, di avere un Fossino a disposizione dei residenti tutto l’anno e finalmente di risolvere il problema dell’erosione della spiaggia di Fertilia donando, alla fine del percorso, una nuova ‘vita’ a tutta quella fascia di territorio”.
“E’ sorprendente come a distanza di due anni dalle prime segnalazioni dell’insabbiamento del porto siamo ancora alla discussione su come fare il dragaggio – sottolinea Ivan Poccia, altro esponente di Patto per il Futuro -. L’iter per procedere al dragaggio dei fondali non è particolarmente semplice, ma è altrettanto vero che le recenti modifiche ed integrazioni alle normative apportate alla Legge 84/94 consentono anche di ottenere la procedura d’urgenza (o somma urgenza) in particolari casi e, soprattutto, l’introduzione della Legge 35/2012 ha demandato alle Regioni la competenza per rilasciare le autorizzazioni necessarie ai dragaggi in luogo del Ministero dell’Ambiente; riutilizzare i materiali provenienti dal dragaggio dei porti per ripascimenti costieri. Non è una novità è tutto ampiamente previsto”.
“Allora non comprendiamo il perché di questo ritardo nell’affrontare il problema; i dragaggi sarebbero dovuti già essere terminati ed affermare che non si procede al ripascimento in attesa di progetti di protezione delle coste è a dir poco fuorviante per tutti gli operatori che attendono la riapertura del tratto di porto interdetto, vorrebbe dire aspettare almeno altri due anni e non è tollerabile – concludono Poccia e Berardi –. Chiediamo all’amministrazione comunale di attivarsi immediatamente per il dragaggio del porto di Talamone, potendo così tamponare il fenomeno dell’erosione costiera almeno a Fertilia, con la speranza di sollecitare anche gli interventi sul resto del territorio, visto che anche la Feniglia, dopo le nostre segnalazioni, è stata finalmente posta all’attenzione di questa amministrazione, che mai si era resa conto del fenomeno prima delle nostre sollecitazioni”.

